Boat Show Roma, la Capitale punta sulla piccola nautica

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Al via la prima edizione del salone nautico capitolino che si rinnova nei contenuti e nel format. Più spazio alle barche a motore fino ai 15 metri e ai natanti. Sono lontani però i tempi del Big Blu

È dalla piccola e media nautica che un domani l’economia del mare potrà ripartire. Quando accadrà, è difficile ancora da pronosticare. Certo è che gli operatori del settore, dai cantieri navali ai dealer passando per le aziende di accessori, sono ottimisti. Un atteggiamento positivo che ha rincuorato gli organizzatori della prima edizione del  Boat Show Roma, nato da una costola del Big Blu.

Infatti, rispetto al passato, quando la fiera nautica aveva provato ad abbracciare (con fatica) tutto il mondo marino raccogliendo di fatto pochi frutti, adesso è in cerca di un cambio di passo. E lo fa puntando su quella fetta di mercato che anche all’estero si sta dimostrando più attiva e vivace: sui natanti, ovvero imbarcazioni che non superano i 10 metri di lunghezza, e su barche a motore fino ai 15 metri.

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I vantaggi sono innumerevoli, a iniziare dai costi contenuti per l’acquisto di un motoscafo o di un gommone, il cui valore non supera mai i 100.000 euro. Anche la loro manutenzione non richiede spese eccessive e sono facilmente carrellabili, il che evita all’armatore il pagamento dell’ormeggio o del posto a terra quando non si utilizzano. Inoltre – non è da sottovalutare – il possesso oggi di una piccola imbarcazione allontana i fantasmi di fisco e Guardia di Finanza, sfuggendo a quella caccia alle streghe iniziata dal governo Monti e che ha solamente contribuito ad affossare ancora di più la nautica italiana.

Da parte delle aziende e degli importatori la partecipazione al salone nautico capitolino potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto, come la stipulazione di contratti “take away”: il visitatore si innamora di una barca esposta, decide di comprarla perché il prezzo è appetibile e così se la porta subito a casa. Questo sarà il vero termometro per stabilire se il Roma Boat Show sarà stato un successo per gli operatori del settore.

Molti sono i marchi rappresentati, come Bénéteau e Jeanneau, pochi i cantieri effettivamente presenti. Tra loro spiccano le italiane Selva Marine e Saver, quest’ultima per la prima volta alla Fiera di Roma. Entrambe rappresentano un’eccellenza del Made in Italy per quanto riguarda la costruzione di gommoni e motoscafi di piccole e medie dimensioni. In più Selva è rinomata anche per i suoi motori. A tal proposito, l’altro importante settore rappresentato al Boat Show sono proprio i fuoribordo con marchi internazionali come Honda Marine, Mercury, Suzuki e Yamaha.

Visto il felice matrimonio fra il salone nautico e il World Fishing, non è un caso se nei padiglioni della fiera si potranno ammirare i nuovi modelli di barche da pesca, molte delle quali risentono oggi delle influenze nordiche, evidenti soprattutto nel disegno delle cabine di pilotaggio avanzate e dalle dimensioni contenute.

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Anche la vela sarà presente, seppur in minoranza. La giornata clou sarà sabato 28 febbraio, quando la Federvela ospiterà velisti e campioni, giovani e veterani, tutti appassionati di derive e vela sportiva.

Sono dunque alte le aspettative per questa prima edizione del Roma Boat Show, edizione rinfrescata nel format e con un certo appeal. Perché un domani saranno proprio la piccola nautica e il diporto sostenibile a generare occupazione, ricchezza e innovazione.

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