Croce Rossa e Garante Infanzia per i diritti dei minori

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protocollo d'intesa

Presentato il 2 aprile il Protocollo d’Intesa tra Croce Rossa Italiana e Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Obiettivo: promuovere concretamente i diritti dei minori.

Il 2 aprile si è tenuta la presentazione del Protocollo d’Intesa firmato dalla Croce Rossa Italiana (CRI) e dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Location: l’istituzionale Sala Palasciano, imponente ma allo stesso tempo semplice come le divise rosse dei tanti volontari presenti.

Nella centralissima sede nazionale dell’ente di soccorso più conosciuto in Italia è stato proprio uno dei volontari ad aprire l’evento. La spiegazione dell’importanza che la Croce Rossa riserva ai giovani e alle azioni concrete portate avanti dalle loro attività, particolarmente valorizzate soprattutto negli ultimi anni, sono infatti il punto di partenza per la nascita del Protocollo. Aprire il discorso mettendo al centro le esperienze concrete è un chiaro segnale: anche in questo caso, non ci si limita ad aver firmato un documento; anche in questo caso, oltre le parole a contare sono i fatti. E il fatto in questione è, appunto, il Protocollo d’Intesa.

protocollo d'intesa

Francesco Rocca, Presidente Nazionale CRI, ha spiegato il perché dell’accordo, che arriva dopo un anno di lavoro con il Garante: “vogliamo spiegare cosa significa fare advocacy nei confronti delle istituzioni. La fotografia della CRI di oggi è molto dinamica. Il Protocollo d’Intesa è dunque un passaggio importante che si inserisce nel processo di cambiamento che c’è stato all’interno del nostro ente”.

Il “cambiamento” indica proprio la contaminazione positiva, nei settori più diversificati, apportata dai giovani all’interno di un’organizzazione fondata nella metà del 1800. Ed è da questo stimolo che nasce la voglia di fare di più. “La situazione critica che riguarda molti minori migranti è stata di certo un input fondamentale nella scelta di dar vita a progetti concreti servendosi dell’appoggio dell’istituzione dell’Autorità Garante. Tuttavia non è l’unica”, ha continuato il Presidente. Il lavoro che CRI si impegna a svolgere è, infatti, in tutte le situazioni che riguardino i diritti relativi all’infanzia, con lo scopo di trasmettere assistenza (alle famiglie oltre che ai bambini) ma anche, e soprattutto, valori adeguati.

Attraverso questa visione particolarmente pratica, Francesco Rocca accoglie la sfida posta dal Protocollo d’Intesa; visione che, in fondo, ben risente delle origini di un ente nato a seguito di una battaglia – quella di Solferino – e che della concretezza ha dunque da sempre fatto uno dei suoi principi. Per questo, in un gesto simbolicamente rappresentativo, presenta l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza regalandogli un “souvenir di Solferino: la nostra guida etica”.

Dono che Vincenzo Spadafora accoglie con piacere e sfrutta per ricollegarsi alle parole del Presidente Rocca. “Il Presidente ha già individuato lo spirito che ci unisce. La storia dell’Autorità Garante non è lunga come quella della Croce Rossa. Sono solo tre anni che quest’istituzione è stata fondata e da tre anni lavoriamo per cercare di migliorare la situazione di bambini e adolescenti”.

Quello che anche il Garante tiene a precisare è il lavoro pratico che, da quando è stata istituita questa figura, ci si è impegnati a fare, nonostante il difficile contesto politico. La situazione nazionale nei confronti dei diritti di bambini e adolescenti è attualmente allarmante “e i piccoli comprendono le difficoltà molto più di quanto non crediamo. Questo mi ha portato a sentire, ad esempio in Calabria risposte allarmanti. Quando si chiede ai ragazzi quali siano i loro sogni le risposte spaziano tra quelli che, in un paese “normale”, sono i diritti”.

Per questo motivo l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza è particolarmente attenta a non scadere nella retorica e nel buonismo, “anche se quando si parla di bambini e adolescenti è facile”. E se l’eco del motto “i giovani sono il futuro del Paese” rischia di far scadere proprio in quel buonismo osteggiato, è il Protocollo d’Intesa a riportare tutto su un piano concreto.

L’accordo, che si propone infatti la promozione dei diritti dell’infanzia, prevede la realizzazione di percorsi, attività di formazione e informazione proprio per raggiungere gli obiettivi fin qui esposti. A sentire i due responsabili le idee già sono nell’aria e a monitorare i lavori è già pronto un Tavolo permanente.

Se la concretezza è il punto forte di entrambe le realtà, non ci rimane dunque che attendere i progetti concreti che, come ci risponde il Garante Vincenzo Spadafora, “visto il nostro modo di lavorare saranno visibili già nei prossimi sei mesi”.

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