La propria passione in business: si può fare!

La propria passione in business: si può fare!

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Trasformare in business ciò che più ci piace è possibile. Ecco qualche accorgimento utile per convertire un’idea in un efficace progetto imprenditoriale.

Una passione da trasformare in lavoro
Sono tanti, forse tutti, quelli che vorrebbero fare il lavoro che più gli piace. Tra questi ci sono sicuramente quelli che sentono il bisogno incombente e irrefrenabile di realizzare un sogno, che ha a che fare con la propria passione,  e trasformarlo in business.
Per qualcosa che appassiona sul serio si è disposti a tutto e, inutile negarlo, si lavora certamente meglio e ci si sente più gratificati se quello che si fa segue una nostra naturale predisposizione, senza costrizioni.
L’obiettivo di guadagnarsi da vivere con la propria passione non è detto che sia irrealizzabile, per quanto possa essere magari di nicchia o fortemente innovativa.
Conta sicuramente una ferma convinzione che non deve essere perduta alla prima difficoltà che si incontra. Vediamo quindi alcuni consigli utili per trasformare la propria passione in un vero e proprio business.

Una passione che deve essere un’ossessione
Una buona parte della riuscita di qualsiasi idea imprenditoriale dipende dal crederci profondamente, fortemente e senza ombra di dubbio.
Se siete titubanti conviene lasciar perdere, perché nei momenti difficili e topici potreste non essere capaci di affrontare tutto quello che ne consegue pensando “ma chi me l’ha fatto fare”.

Rischiare
Inutile negare che qualsiasi idea che si voglia provare a trasformare in business, in affari, comporta un pizzico di rischio e anche di follia o incoscienza. Se non viene messa in pratica non si saprà mai infatti se un’idea possa rappresentare una intuizione imprenditoriale valida. Anche se si ha un’idea generica e ancora non si conoscono i dettagli, dovete provare a farla divenire realtà, se non fisicamente, almeno sotto forma di un progetto ben ponderato in tutte le sue parti, per permettervi di azzardare proiezioni e ipotesi che siano più vicine possibili alla realtà.
Non deve mai mancare l’entusiasmo, la capacità di sdrammatizzare e l’ironia, che riesce a trasformare anche le giornate “no” in qualcosa di costruttivo.
Il rischio può celarsi anche dietro la richiesta di un mutuo, ma questo non è altro che il famoso rischio imprenditoriale. Ebbene, per avviare anche solo una start-up, è necessario un adeguato investimento di denaro; soprattutto per i primi tempi e per tutte quelle operazioni che servono per far diventare la neo azienda produttiva o comunque pronta ad esserlo. Alcuni rischi possono essere evitati o ridimensionati dando uno sguardo online e reperendo quante più informazioni possibili per poi scegliere il mutuo giusto che si confà alle specifiche esigenze. Primo passo, quindi: informarsi bene.

Un passo alla volta
L’entusiasmo è sicuramente una spinta importante, ma non fatevi prendere la mano cercando di arrivare subito alla “meta” e bruciando magari tappe fondamentali.
Creare un’attività da zero ha le sue implicazioni e arriveranno anche giorni in cui magari vorreste non averla mai aperta, ma sono solo momenti passeggeri.
Se sentite la pesantezza del progetto provate a distribuire gli impegni e a farvi aiutare da persone competenti; in questo modo avrete maggiori chance di centrare gli obiettivi. Li raggiungerete comunque, anche se uno per volta, con lo scopo sempre primario di riuscire nell’impresa.

L’intesa con i colleghi di lavoro
Chi ha avuto un’esperienza da dipendente sa bene cosa vuol dire essere costretto a lavorare fianco a fianco con colleghi palesemente insopportabili.
Non si tratta solo di questioni lavorative ma, spesso, di incompatibilità di carattere.
Bisogna in tutti i modi evitare che la stessa cosa si verifichi all’interno della vostra start-up.
Se dovete scegliere dei collaboratori, dei soci o chi vi affiancherà, fatelo valutando il grado di intesa, unito naturalmente all’indiscussa competenza professionale nel campo che vi interessa.

Non sarà tutto rose e fiori
E’ questo un detto che calza perfettamente con il concetto di dover affrontare una situazione con tutto l’entusiasmo e la convinzione, mettendo però in conto che bisognerà saper affrontare le difficoltà che certamente incontrerete.
I disagi infatti potranno essere sia di ordine fisico, per una naturale stanchezza, sia di ordine psicologico, quindi scoraggiamento, rabbia, delusione, preoccupazioni, ansie e anche notti insonni.
E’ un’esperienza non dissimile da quella di un figlio appena nato: si hanno mille attenzioni ma anche infinite preoccupazioni, perché è qualcosa di completamente nuovo e bellissimo.
Probabilmente per i primi anni non avrete possibilità di andare in vacanza neppure per un giorno, ma solo così metterete salde fondamenta al vostro futuro lavorativo. Bisogna in definitiva prepararsi al sacrificio.

Un sacrificio che, se accompagnato da azioni ben ragionate, sarà ripagato dall’avvio di un nostro, personale e piacevole business.

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Davide Gallo
Appassionato di tecnologia, innovazione, viaggi e lifestyle, viaggiatore instancabile che paragona esperienze vissute all'estero con il nostro "bel paese".