Ritratti di donne: Helen Keller

Ritratti di donne: Helen Keller

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Helen Keller è un’icona. Scrittrice, attivista e insegnante statunitense, diviene sordo-cieca all’età di 19 mesi. “The Miracle Worker” è un famosissimo romanzo che viene dedicato a lei, alla sua vita, e alla storia dell’istitutrice che le insegnò ad interagire con il mondo, permettendole di studiare, laurearsi, e insegnare.

Helen Keller nasce nella tenuta di Ivy Green, in Alabama, figlia del Capitano Arthur H. Keller e Kate Adams Keller. A 19 mesi, la piccola Helen Keller si ammala gravemente: i dottori descrivono la malattia come “un’acuta congestione dello stomaco e del cervello”, oggi diremmo probabilmente scarlattina o meningite. La malattia non dura a lungo, non fa morire la bambina, ma la porta alla cecità e sordità totali. Per comunicare con i genitori, la piccola Helen inventa una serie di segni convenzionali, che all’età di sette anni, saranno circa 60.

Nel 1886, sua madre Kate, rimane colpita da un resoconto di Charles Dickens su American Notes, in cui si parla di un tentativo coronato da successo di mandare a scuola una bambina cieca e sorda di nome Laura Bridgman. La madre di Helen Keller si reca così da uno specialista a Baltimora, che a sua volta mette in contatto la famiglia Keller con l’esperto locale, Alexander Graham Bell, impegnato nella cura di bambini sordi.

Bell suggerisce alla coppia di contattare la scuola dove la piccola Laura Bridgman è stata educata, il Perkins Institute for the Blind. La scuola affida il compito di istruire ed educare la piccola Helen Keller ad Anne Sullivan, ex allieva dell’istituto stesso ed essa stessa parzialmente cieca, all’epoca poco più che ventenne. È l’inizio di un rapporto che durerà quasi mezzo secolo.
La Sullivan, per prima cosa, chiede ed ottiene il permesso dal padre di isolare Helen Keller dal resto della famiglia, vivendo insieme a lei in una dépendance nel giardino di casa. Il primo obiettivo era quello di insegnare la disciplina ad Helen, che era stata viziata dai genitori fino a quel momento.

Helen Keller fa il primo grande passo in avanti nella comunicazione quando, sentendo dell’acqua fredda scorrere sul palmo della mano, riesce a comprendere il concetto di “acqua”. Da quel momento, Helen Keller non smetterà più di chiedere alla sua maestra il nome di tutti gli altri oggetti a lei familiari (compresa la sua amatissima bambola).

Nel 1890, Helen Keller scopre la storia di Ragnhild Kåta, una ragazzina norvegese anch’essa cieca e sorda che è riuscita ad imparare a parlare. Il successo di Raghnild spinge Helen Keller (che all’epoca aveva dieci anni) ad imparare a parlare. Anne Sullivan nel frattempo continua ad educare la piccola attraverso il metodo Tadoma (toccare le labbra e il collo di chi sta parlando) e attraverso l’alfabeto manuale. Più tardi, Helen Keller imparerà a leggere anche l’inglese, il francese, il tedesco, il greco e il latino in Braille.
Nel 1888, Helen inizia a frequentare la Perkins School for the Blind. Nel 1894, si trasferisce assieme ad Anne Sullivan a New York per frequentare la Wright-Humason School for the Deaf. Nel1898, tornano nel Massachusetts e Helen entra alla The Cambridge School of Weston. Due anni dopo (1900), viene ammessa al Radcliffe College, dove si laurea magna cum laude (1904) all’età di 24 anni. Diventa così la prima persona cieca e sorda a laurearsi in un college.

Nel 1903, pubblica la sua corposa autobiografia “The story of my life”. È il primo di una serie di undici libri e di numerosi articoli a firma Helen Keller, che nel tempo diventa un’autrice ed oratrice acuta, famosa in tutto il mondo. Si impegna da avvocato in numerose cause per i diritti dei disabili ed in numerose altre cause progressiste, oltre ad essere una suffragetta, una pacifista ed una attivista del movimento per il controllo delle nascite.

Nel 1915, fonda l’organizzazione non-profit Helen Keller International per la prevenzione della cecità. Assieme ad Anne Sullivan, compie vari viaggi in ben 39 Paesi mostrando particolare predilezione per il Giappone, dove diventa una beniamina. Inoltre, incontra tutti i Presidenti degli Stati Uniti da Grover Cleveland a Lyndon B. Johnson e diventa amica di parecchie personalità come Alexander Graham Bell, Charlie Chaplin e Mark Twain.

Nel luglio del 1937, Helen Keller visita la Prefettura di Akita (Giappone). Qui chiede notizie su Hachiko, il cane di razza Akita Inu morto nel 1935, esprimendo il desiderio di avere un cane della sua stessa razza. Nel giro di un mese, ottiene in regalo dalla popolazione un cucciolo di Akita Inu chiamato Kamikaze-go, che morirà poco tempo dopo per cimurro. Nel luglio del 1939, il Governo giapponese provvede così a regalarle come dono ufficiale il “fratello maggiore” di Kamikaze, Kenzan-go.

Si attribuisce proprio ad Helen Keller la prima introduzione negli Stati Uniti di un cane di razza Akita Inu proprio con i suoi due cani, Kamikaze-go e Kenzan-go. Nel 1938, è addirittura creato uno standard per quella razza, che viene presentato in molte manifestazioni canine. Tutte queste attività però si fermarono dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Negli ultimi anni della sua vita, si dedica a raccogliere fondi per la American Foundation for the Blind.

Il 14 settembre 1964 riceve dalle mani del Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson la Medaglia presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta negli Stati Uniti.

Helen Keller muore il 1º giugno 1968 nella sua casa di Easton (Connecticut) all’età di 87 anni.

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Federica Pitzeri
Laureata in Lingue e Letterature straniere, ho imparato più inglese dalle serie tv che dai corsi universitari. Immaginazione è il mio secondo nome, empatia l'ancora che mi permette di vivere nel mondo, dolcezza, sensibilità e forza le caratteristiche che spero, un giorno, possano rendermi una scrittrice, liberando così il mio grande sogno nel cassetto. Curiosità è ciò che mi spinge alla continua scoperta del mondo, a ricercare i punti di vista che compongono una storia. Umiltà, gratitudine, e voglia di vivere imparando ciò che mi ha accompagnata fino ad oggi e mi ha portata qui.