Ironico, pungente ed eclettico, il 29 marzo 2013 Enzo Jannacci veniva ricordato come uno dei più abili parolieri della storia della musica.

Vincenzo Jannacci, conosciuto dal grande pubblico semplicemente come “Enzo” è stato uno tra i cantautori italiani più innovativi e istrionici della scena musicale nazionale già a partire dal dopoguerra. Nato il 3 giugno 1935 a Milano, città che lo ha ricordato dopo la sua scomparsa con tributi e commozione, Jannacci è stato un grande protagonista anche del cabaret, divenendo così un modello non solo nel panorama musicale. Anche per questo, dunque, le sue – talvolta eccentriche – composizioni non sono mai solo canzoni. L’elemento indispensabile, che ha permesso a Jannacci di mostrare il mondo in modo ironico, poetico e dissacrante attraverso una formidabile fluidità di musica e parole, è ravvisabile nella sua grande preparazione musicale. Diploma in armonia, composizione e direzione d’orchestra e otto anni di pianoforte sono il preludio alla nascita dell’artista.

Ma Enzo Jannacci è molto di più: laureato in medicina e specializzato in chirurgia generale (entra anche nell’equipe di Christiaan Barnard, primo chirurgo ad eseguire un trapianto cardiaco) il successo non gli dà alla testa e, nonostante la carriera avviata, i palchi che lo accolgono e i nomi importanti tra gli amici, continua ad esercitare la professione.

Un uomo dalle mille sfaccettature, un artista completo il cui nome viene spesso accostato a quello di Giorgio Gaber – altro grande “padre” del rock and roll italiano – grande amico con il quale Jannacci fondò il mitico duo “I due corsari” caratterizzati da testi umoristici (tra le canzoni più famose rimane ancora “Una fetta di limone”).

Ma i due artisti hanno troppa potenzialità per non bucare la scena separatamente e, infatti, la carriera è servita: Jannacci colleziona quasi una trentina di album e innumerevoli successi (dal tormentone “Vengo anch’io, no tu no” a “La vita l’è bela”, passando per “L’Armando” e altre celebri melodie).

Nonostante un periodo in cui la notorietà sembra essere in calo, Jannacci e la creatività musicale non smettono di essere grandi amici e così la scrittura continua: in questi anni è infatti il mestiere di medico ad avere il sopravvento ma le canzoni e le apparizioni non si esauriscono mai del tutto.  Nel 1979 Jannacci torna però a pieno titolo sulla scena e dando nuovo vigore al rapporto vero e diretto con il suo grande pubblico; pubblico che non lo ha più abbandonato, fino a quel 29 marzo 2013 quando il cancro che lo accompagnava da anni decide di strappare alla musica un genio, ormai 78enne, che a diversi anni dalla sua morte continua ad essere ricordato e omaggiato nell’Italia di “quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yeh!” e che credono che il Maestro si stia solo facendo una lunga dormita prima di tornare a scrivere.

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Cristina Panzironi
Laureata in scienze della comunicazione (“ah si, scienze delle merendine!”) e iscritta alla specialistica, spero ancora di riuscire a vivere scrivendo. Continuamente di corsa, ma sempre con un libro in borsa a farmi compagnia; sempre pronta a farmi trascinare dagli entusiasmi e a imparare da chi me ne dà opportunità. Ecco come sono approdata nella squadra di Openmag.