La Traviata a Roma si tinge di rosso Valentino

La Traviata a Roma si tinge di rosso Valentino

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2026
la traviata

La Traviata ha fatto il suo esordio il 24 maggio al Teatro dell’Opera di Roma. Alla regia la sofisticata Sofia Coppola e per gli abiti di scena una ventata di glamour e Haute Couture, il tutto firmato Valentino.

La Traviata di Verdi è un’opera ricca di pathos, è un amore contrastato quello tra Violetta e Alfredo, un dramma che finisce per screditare la pura e sincera figura di Violetta alla mercè di una prostituta per poi scoprire nel finale le buone intenzioni della protagonista, spinta solo dall’amore verso il suo amato, quando ormai è troppo tardi.

Un’opera classica che rivive nel palco del Teatro dell’Opera di Roma grazie all’iniziativa di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti che hanno coinvolto per l’occasione una regista d’eccezione, che già si era distinta per le sue scelte ricercate ed eleganti, sia in ambito di costume che musicale, come lo dimostrano pellicole come “Il giardino delle vergini suicide” e “Marie Antoinette”. Stiamo parlando di Sofia Coppola, al suo primo debutto nel mondo del teatro e della lirica. Accetta con entusiasmo e con quel sorriso imbarazzato, lo stesso che la immortala alla prima con un abito nero rigorosamente firmato Valentino.

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La traviata, Sofia Coppola sul Red Carpet in abito rigorosamente Valentino.

Il brillante Nathan Crowley è l’ideatore delle scenografie- lo ricordiamo come product designer di pellicole del calibro di “Batman Begins” e “Il cavaliere oscuro”. Le sue installazioni fanno strabuzzare gli occhi per la loro maestosità come dimostra la scena d’apertura: un lungo scalone bianco in primo piano, e sullo sfondo un salone, ancora buio. Una scelta molto cinematografica.

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La traviata, scena di apertura. Scenografia trionfale.

È proprio da questa sbalorditiva scenografia che scende, dall’alto, Violetta, interpretata da Francesca Dotto. Antonio Poli, invece, riveste i panni di un Alfredo, molto apprezzato per la sua voce, ma poco per la sua recitazione, definita troppo “superficiale”. La direzione è, invece, di Jader Bignamini, il quale rallenta il ritmo febbrile e isterico della Traviata per cercare di adattarsi con classicità e senza troppi slanci (o rischi) al testo originale di Verdi.

Ma giungiamo al punto. Gli abiti di scena. Sono Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, Direttori Creativi della Maison Valentino, a creare i costumi di Flora e del Coro, che verranno realizzati in collaborazione con la sartoria del Teatro dell’Opera. Mentre i costumi di Violetta sono stati disegnati da Valentino e realizzati negli atelier couture della Maison. E come potevamo ovviamente immaginare Violetta si tinge di rosso. Rosso Valentino.  Il suo è un abito neo-ottocentesco che risalta, unico colore di fuoco e di passione, sui raffinati vestiti nero-blu delle altre dame durante la scena del gran ballo del II atto.

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La traviata, abito neo-ottocentesco di Violetta in Rosso Valentino. Scena del ballo, II atto.

Anche la prima entrata trionfale di Violetta- quella in cui lei scende dallo scalone bianco- non è da meno: l’abito indossato è una nuvola di tulle nero che scende con un tocco luminoso sul retro dello strascico, un tocco verde che sembra riprodurre la coda di un pavone. Vi sono anche le vesti meno blasonate, quelle che ritraggono Violetta in scene più “casalinghe”, ma che spiccano per eleganza: l’impalpabile abito in tulle plissé fermato dalle candide camelie- la camelia è un elemento molto importante in quest’opera, è il fiore che Violetta dona ad Alfredo come “pegno d’amore”- o ancora la camicia da notte di un tessuto lunare, con la vestaglia di pizzo dalle maniche a pipistrello della scena finale.

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La Traviata, Violetta e Alfredo. Abito in tulle plissé firmato Valentino.

Il Red Carpet ha visto come ospiti artisti internazionali, quasi tutti firmati per l’occorrenza Valentino, come Kim Kardashian e Kanye West, Keira Knightley, il premio Oscar Francis Ford Coppola e la moglie Eleanor, pronti a sostenere la figlia Sofia, Monica Bellucci e Elizabeth Hurley. Non sono mancati gli spettatori di “sangue blu”, come le principesse Marie Chantal e Olympia di Grecia, la moglie di John Elkann Lavinia Borromeo,, Bianca e Giorgina Brandolini d’Adda, Elisabeth Thurn und Taxis, Sophie Windisch Graetz. Tanti nomi anche fra gli attori italiani, a presiedere all’evento vi erano: Luca Argentero, Laura Morante, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Savino, Adriano Giannini,Nicoletta Romanoff, Alba e Alice Rohrwacher , Christian e Marilù De Sica, Margareth Mazzantini e Sergio Castellitto.

La Traviata di Verdi si è trasformata in una Opera di Haute Couture, dove il vecchio e il nuovo si incontrano magistralmente, dove l’elegante connubio fra abiti e repertorio musicale raggiunge il suo acmé. Una produzione da record– anche d’incassi– che rimarrà in cartellone dal 24 maggio fino al 30 giugno, per un totale di 15 repliche, attesissime dai fortunati (ed invidiati) che sono riusciti a procurarsi un biglietto. Certo, per raggiungere un tale obiettivo, bisogna pur rinunciare a qualcosa e, forse, la pecca è stata nella recitazione. Se il dramma non è stato recitato, di certo è stato indossato!

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