“Yes i can”: road to Paralimpiadi 2016

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yes i can road to Paralimpiadi

Si avvicina l’apertura della quindicesima edizione delle Paralimpiadi che si terranno a Rio dal 7 al 18 Settembre, tra polemiche e aspettative.

Coraggio, determinazione, ispirazione ed uguaglianza: sono questi i punti cardine, le linee guida, i principi fondanti (e fondamentali) che simboleggiano le speranze e i puri valori delle Paralimpiadi, riprodotti perfino nella maestosa iconografia quadrangolare dai profili curvi (metafora di una vita fatta di alti e bassi) della torcia che rappresenterà i giochi Paralimpici di quest’anno.

“L’uomo è interamente uomo soltanto quando gioca.”

Si terrà dal 7 al 18 Settembre 2016 a Rio de Janeiro la quindicesima edizione dei giochi estivi dedicata interamente ad atleti con disabilità: ad affrontarsi nelle 23 discipline paralimpiche saranno oltre 4.300 atleti provenienti da 176 Paesi del mondo, che da quest’anno avranno il privilegio di sfidarsi in nuove discipline come la canoa e il triathlon. Molte sono le novità che contribuiscono a creare una certa risonanza intorno a questo evento: dalla scelta (oculata) da parte del Comitato Italiano Paralimpico di una parrocchia come figurazione del proprio quartier generale, al fine di utilizzare i fondi precedentemente destinati agli alberghi per nuovi progetti sullo sport paralimpico, alla decisione di includere anche qui un piccolo gruppo di atleti rifugiati o richiedenti asilo.

Paralimpiadi giochi

A far commuovere, emozionare e  lasciare tutti letteralmente senza fiato però, è stato lo spot “We’re  the Superhumans” diffuso dall’emittente televisiva britannica Channel 4, il canale pubblico che coprirà a livello mediatico le Paralimpiadi di Rio 2016: in un video di 3 minuti accompagnato dalle note di “Yes i can” di Sammy Davis Jr suonata da una band disabile, gli atleti paralimpici, con i loro volti fieri e i gli occhi sorridenti, mostrano al mondo intero come si possa trasformare una mancanza, un’assenza, nel proprio orgoglio e punto di forza. Lontano da ogni sterile retorica fatta di idolatria e successo che accompagna i “comuni” atleti olimpici e l’eterna dialettica tra “normale e “diverso”, lontano dagli stereotipi che alimentano un’odierna e superficiale estetica del “sano e bello”, i “supereroi” di questo spot insegnano quale sia il vero significato che si cela sotto le medaglie conquistate: l’integrazione universale.

“Inseguire il sogno e poi ancora il sogno, e così per sempre”.

Non è però (purtroppo) tutto oro quel che luccica. Il video infatti, che ha avuto il merito di aver parzialmente sollevato una maggiore attenzione riguardo “l’affaire” Paralimpiadi e (si spera)  la futura visione delle competizioni coadiuvato, nell’era del digitale e del dominio dei social per eccellenza, dal lavoro di molteplici canali di diffusione propri della rete (come molti siti specializzati), non sembra però aver placato le polemiche che si fanno di giorno in giorno sempre più numerose e insistenti.

Paralimpiadi 2016

Se infatti dopo lo straordinario successo guadagnato alle Paralimpiadi di Londra 2012 si guardava a Rio con aspettative e desiderio, sembra che il sogno si stia ora lentamente sgretolando, prendendo sempre più le sembianze di un miraggio: il Comitato infatti, messo alle strette per le bassissime vendite dei biglietti (solamente il 12%) annuncia dei tagli al budget dell’evento, con riduzione dei servizi e degli spazi adibiti.

Secondo Philip Craven, “Mai prima d’ora nei 56 anni di storia dei giochi Paralimpici ci siamo trovati di fronte a una situazione così difficile”.

Colpa dei media o di un immaginario collettivo troppo complicato da sradicare?

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