Se solo mi guardassi: viaggio nel continente africano

Se solo mi guardassi: viaggio nel continente africano

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Si conclude con la kermesse “Se solo mi guardassi” il festival culturale promotore dell’Ottobre africano: storie di integrazione e lotta ai preconcetti.

“Non è la ricchezza che manca nel mondo, è la condivisione”; manca spesso la condivisione di valori e culture differenti, il racconto di storie con happy ending tra chi porge la mano e chi richiede aiuto, la felicità e il sorriso che vuole silenziosamente dire: io non ho paura di ciò che non conosco. Esistono però degli esempi di condivisione e di integrazione che vogliono rilanciare un segnale di fiducia e la kermesse “Se solo mi guardassi“, evento conclusivo dell’Ottobre Africano a Roma, è senza dubbio uno di questi.

se solo mi guardassi festival

L’Ottobre Africano a Roma

Termina quindi con l’incontro di ieri 29 Ottobre ed oggi al Parco della Cacciarella e con il concerto di stasera al Teatro Cassia con protagonista la cantante Fiorella Mannoia il festival culturale che prende il nome di Ottobre Africano, organizzato dall’associazione Le Rèseau, dal 2000 in prima linea nello sviluppo di sinergie socio-culturali tra popoli differenti, e che quest’anno si connota di un preciso tema (sottotitolo implicito del festival), ripreso poi in diversi modi in tutte le attività: “CulturaInDiplomazia“.

La scelta ricade in questa occasione sulla cultura, strumento considerato indispensabile non solo come mezzo in grado di rappresentare i paesi africani (soprattutto quelli del sud) e quindi incentivare gli investimenti e le relazioni commerciali, ma anche, in un’ ottica diplomatica in continuo mutamento, come centro focale di ogni progetto di cooperazione allo sviluppo, essendo il contesto culturale originario tornato ad avere un ruolo di primo piano nelle politiche di cooperazione internazionale, oltre che un elemento esemplificante la conoscenza e il dialogo tra  diverse culture e quindi sostanzialmente un elemento portatore di pace.

L’Ottobre Africano a Roma si è svolto perciò tra convegni, come quello del 20 Ottobre  incentrato su “la cultura industriale italiana per lo sviluppo dell’Africa”, concerti, tra XDI Generazioni con Baba&Djana Sissoko del 23 Ottobre e Fiorella Mannoia al teatro Cassia stasera 30 Ottobre, e soprattutto l’iniziativa “IncontroCucina“, concorso di cucina internazionale che ha visto la partecipazione di città come Torino, Milano, Bologna e Napoli e dedicato agli amatori della cucina etnica-regionale nonché  conoscitori della storia dell’arte culinaria del paese o regione di origine, nello spirito di una profonda condivisione non solo del proprio sapere, ma soprattutto del proprio vissuto inserito nella memoria collettiva, con l’obiettivo di utilizzare il cibo come nutrimento dell’anima.

Se solo mi guardassi: viaggio ai confini della kermesse

se solo mi guardassi ottobre africano

Ieri 29 Ottobre, dalle ore 16:00 alle 20:00, e oggi il Parco della Cacciarella a Roma ha avuto (e continua ad avere) l’onore di ospitare la kermesse denominata “Se solo mi guardassi”, evento chiave di tutto il festival; dal workshop di danza afrobeat, dove si incrociano passi sincronizzati ed occhiate concentrate, allo spazio adibito ad uno spettacolo di tamburi e balli tradizionali, ai partecipanti sorridenti nei loro caftani fatti di motivi geometrici e di colori sfavillanti, tutto contribuisce ad esprimere un solo messaggio: la cultura e la storia di continente che cerca di combattere i tabù della società italiana e di farsi conoscere attraverso linguaggi universali, come quello della danza, della musica, o della moda.

Se solo mi guardassi è molto di più di un raduno dal sapore folcloristico: è una solenne e tacita richiesta di aiuto, una denuncia (sullo sguardo appunto) troppo spesso cieco o voltato da un’altra parte e un’aspettativa che l’occhio possa arrivare a scorgere oltre il pregiudizio la bellezza che ha da offrire il continente africano.

 

* Le immagini sono prese dal sito ufficiale dell’evento

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