RadioImpegno: la periferia ai tempi della legalità

RadioImpegno: la periferia ai tempi della legalità

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Possibilità di riscatto sociale e volontà di affermazione della parola “legalità”: storia di RadioImpegno e di una costante resilienza della collettività.

Alzare il tono della voce (e delle parole) non soltanto per riempire il vuoto creato da un “silenzio assenso” che molto spesso ha il sapore di omertà mista a timore e sgomento, ma soprattutto per affermare con la giusta dose di prepotenza la volontà di non cedere o piegarsi ai ricatti dell’illegalità: questa storia nasce a Corviale, una nota periferia di Roma, e ha come protagonisti una parte della collettività e il frutto di un duro lavoro chiamato RadioImpegno, stazione radiofonica da qualche giorno in FM sulla frequenza 103.3 oltre che in streaming.

Radioimpegno come baluardo di legittimità.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In fondo è così che è sempre andata”: questo il manifesto fondante di un progetto che prende il nome di RadioImpegno e che nasce in un quartiere popolare della periferia sud-ovest romana meglio conosciuta come Corviale/ il grattecielo orizzontale più grande d’Europa/ “il Serpentone” secondo la vulgata diffusa, come atto di coraggio e risposta furente alle quotidiane problematiche di disagio sociale che affliggono la collettività.

radioimpegno redazione

RadioImpegno prende vita come volontà di denuncia di un atto di violenza: infatti un rogo esattamente un anno fa distrugge una delle strutture sorte su iniziativa di Massimo Vallati, già fondatore del conosciuto “Campo dei miracoli” (prima sede del calciosociale in Italia e modello esemplare di bioarchitettura) nonché appartenente alla “generazione Corviale” , con l’intento e l’ideale di trasformare la sua periferia in un simulacro di integrazione. La stazione radiofonica di contro non solo rinnova le sue promesse ogni notte, ma da qualche giorno ha conquistato la vetta dell’FM andando in onda sulla stazione 103.3 dalle 24 fino alle 8:30 del mattino.

Dare voce a chi vive nel silenzio.

RadioImpegno resiste grazie ad una sorta di staffetta della voce che ospita tra le sue fila tanti cittadini orgogliosi di partecipare, ma il sostegno maggiore proviene dall’ ANMIL (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) che concedendo la sua adesione, attraverso le parole della giornalista Luce Tommasi e del Responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne Marinella de Maffutiis, si adopera quotidianamente non solo per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro e l’obiettivo di azzerare il preoccupante numero di tre morti al giorno che riguarda l’Italia, ma soprattutto di risvegliare le coscienze di quanti sia in ambito lavorativo che scolastico non abbiano ancora acquisito il “sapere della prevenzione”.

Tra le fila dei partecipanti, i cui obiettivi a lungo termine sono straordinari, dalla costruzione di una rete di soggetti impegnati alla diffusione di una cultura della legalità alla denuncia delle piccole e grandi prepotenze della criminalità per stimolare la partecipazione alla vita sociale e politica, spiccano il talentuoso rapper Skuba Libre che con la sua “Qualcosa cambierà” punta dritto al cuore dei più giovani, e la cantautrice Mariella Nava, creatrice per ANMIL della canzone “stasera torno prima”, rinnovando anche l’impegno musicale della stazione.

La periferia romana si scrolla di dosso il triste grigiore dei suoi alti palazzi e inizia a dare voce a chi non ne ha mai avuta, regalando una speranza di riscatto a tutti quelli che passano di lì.

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