Street art, colori e parole per ricostruire Amatrice

Street art, colori e parole per ricostruire Amatrice

by -
931
Street art, colori e parole per ricostruire Amatrice

Il 14 gennaio, presso il Rashõmon Bar&Club, Aicem presenterà il calendario “Street art e tensione creativa per la ricostruzione di Amatrice”. Un progetto fotografico di raccolta fondi, un grido contro la disumanità.

Amatrice, Accumoli, Norcia, Preci.. Dolore, lacrime, distruzione.

Paesi, parole e immagini che abbiamo sentito e visto frequentemente negli ultimi mesi a seguito del terremoto che ha colpito il centro Italia, a partire dalla scossa del 24 agosto. Una scossa, quella di fine estate, che ha messo in ginocchio Amatrice, i territori dell’alto Lazio e delle Marche per poi spostarsi in Umbria e nei territori limitrofi con ripercussioni su tutta l’Italia centrale.

In questi mesi abbiamo affrontato l’argomento terremoto anche su Openmag, cercando di non essere mai sensazionalisti ma partendo invece dalle iniziative di solidarietà e supporto messe in moto da organizzazioni, associazioni o dai cittadini stessi.

E proprio da qui è partita AICEM.

Nei giorni successivi alle scosse, con gli occhi ancora pieni delle immagini di dolore, crolli e distruzione, noi di Aicem abbiamo deciso di esserci – come ad Onna diversi anni fa – cercando, questa volta, di rispondere alle immagini con altre immagini. Quelle nate da un atto espressivo (che comprende spesso una progettazione e una esecuzione complessa) consapevole che la sua vita dipenderà dalla relazione coi passanti, i residenti, le autorità e sarà in qualche modo disarmato, esposto, inerme.

In questo modo è nato il progetto fotografico di raccolta fondi per Amatrice, che si è trasformato nel corso dei mesi in un calendario per il 2017 dal titolo “Street art e tensione creativa per la ricostruzione di Amatrice”. 12 scatti “rubati” alla periferia romana e accompagnati da brevi testi e aforismi per provare a spiegare a parole il perché di quella scelta. Un progetto fortemente voluto che sarà presentato sabato 14 gennaio, a partire dalle 22, presso il Rashõmon Bar & Club in via degli Argonauti 16.

Perché la street art

Un grido contro la disumanità delle espressioni più degradate, monotone e deprimenti dell’edilizia popolare e dei non luoghi delle città; la forza della fantasia che irrompe nello spazio urbano come ricerca di una nuova “bellezza”, più a portata d’uomo; una risposta alla cementificazione e al grigio di città e periferie.

L’Arte di Strada (in particolare i murales) costituisce un intervento in cui gli aspetti espressivi e culturali si intrecciano con quelli sociali e politici. Una incongruenza cromatica che si scaglia contro la geometria totalitaria che incatena città e periferia. Per tutti questi motivi, i murales ci sono sembrati simbolicamente vicini alla tensione tra lutto e rinascita che segna la drammatica esperienza delle popolazioni colpite dal terremoto.

Il filo rosso che collega street art e ricostruzione dopo la distruzione del terremoto ci sembra poi evocare anche la tensione positiva che le donne e gli uomini che operano nel terzo settore introducono in un quotidiano inesorabilmente dominato dal mercato e dalle istituzioni ed esprimono mettendosi in gioco e rifiutando di cedere alla rassegnazione.

Street art, colori e parole per ricostruire Amatrice

Il progetto

L’obiettivo di questo progetto è dunque quello di utilizzare il linguaggio fotografico per celebrare il significato dell’arte di strada nella Capitale, mettendo le immagini al servizio della solidarietà.

L’idea nasce infatti come risposta alle difficoltà che si trovano oggi ad affrontare gli abitanti delle aree dell’alto Lazio colpite dal terremoto e messe in ginocchio da una calamità che ha raso al suolo case, paesi ma anche le anime di tante persone psicologicamente colpite dal dover vivere ogni giorno con la paura che questo accada nuovamente. Il ricavato della vendita del calendario (del costo di 10€) sarà perciò utilizzato per finanziare progetti della Croce Rossa Lazio, con la quale Aicem ha stretto partnership già in passato, e che con una disponibilità fuori dal comune ci ha aiutato in questi mesi a comprendere meglio le difficoltà sempre diverse che un simile stato di emergenza continua a comportare ogni giorno che passa.

Per questo, fedeli all’idea di un Terzo Settore vicino in primis alle persone che vivono in un determinato luogo una difficile situazione, abbiamo deciso di impegnarci in una raccolta fondi i cui risultati siano impiegati per sostenere le famiglie, gli abitanti e le persone colpite aiutandole a partire dalle “piccole” necessità contingenti segnalateci dalla Croce Rossa Lazio, attiva sul territorio.

Partire dai piccoli passi necessari per non dimenticare nessuno durante il più grande processo di ricostruzione. Ecco l’impegno che AICEM ha deciso di assumersi e di raccontare a quanti vorranno sostenerlo in questo percorso attraverso un resoconto trasparente e specifico di come saranno utilizzati i soldi una volta raccolti.

Street art, colori e parole per ricostruire Amatrice

LASCIA UN COMMENTO