Andrea Gandini, wood-artist della Capitale

Andrea Gandini, wood-artist della Capitale

Andrea Gandini, wood-artist della Capitale

Andrea Gandini, il giovane che, in giro per la Capitale, realizza stupende creazioni mediante recupero del legno urbano: ve lo raccontiamo in questa intervista.

Con Andrea Gandini è rapido il passaggio che trasforma vecchie ceppaie, da tronchi abbandonati a strabilianti sculture: in giro per Roma è possibile scovare alcuni dei suoi capolavori, vero esempio di green-street art.

Andrea, diciannove anni, ha da un anno completato il Liceo Artistico di Via di Ripetta, e già da tre-quattro anni, spinto da spirito di competizione dal suo Prof. di discipline plastiche R. Dottorini, ha iniziato ad uscire dal suo laboratorio-garage e a portare in giro per le strade romane la sua arte di modellato.

Testaccio, Aventino, Trastevere e Monteverde: questi i principali quartieri della capitale in cui possiamo osservare circa venticinque ceppaie lavorate, oltre ad alcune altre incise nei cedri del Libano, (uno dei suoi alberi preferiti oltre al Cercis siliquastrum ed all’ Hybiscus syriacus) della Villa Grazioli a  Grottaferrata.

Tempistiche

Le tempistiche di realizzazione possono essere molto variabili: da un giorno intero fino ad una decina di giorni: la specie botanica che viene usata è abbastanza indifferente: se ha consistenza giusta, e giuste caratteristiche, si può procedere.

Ci racconta come i suoi volti ed i suoi visi, (i soggetti più ricorrente) siano sempre abbastanza tristi e malinconici, come volessero sottolineare le incurie ed il degrado a cui l’albero, abbandonato, è probabilmente stato sottoposto prima della morte.

In attesa di conferma di ammissione alla Enviromental Art University of Glasgow, continua l’ opera scultorea, e ci segnala la disponibilità a realizzare per conto di terzi e committenti vari, le sue creazioni, a prezzi giornalieri piuttosto ragionevoli.

Dopo aver mostrato alcune creazioni lignee nel suo bellissimo atelier/laboratorio, mi congeda poi con un chiaro invito al riscoprire gli spazi comuni della propria città e a quanto essa possa essere spazio di condivisione più di quanto ci si possa aspettare.

Il tutto non prima di avermi donato un mio ritratto come fosse scolpito su un tronco abbattuto!

ritratto
ritratto

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Marco Scagliarini
Classe 1983, romano, laureato in scienze naturali (2009) e conservazione e divulgazione naturalistica (2011), lavoro come botanico e garden designer. Da sempre appassionato viscerale di viaggi e geografia, appena possibile metto piede su un mezzo di trasporto e vado alla scoperta del mondo. Amante della lettura, della buona cucina e della vita all’aria aperta.