Avremmo potuto parlare di post verità partendo dalla filosofia, dalla storia o dalla letteratura. Lo abbiamo fatto a modo nostro, tra emozioni, fatti e realtà.

di Cristina Panzironi

Post verità. La parola dell’anno (2016) secondo l’Oxford dictionary; una tendenza incontrovertibile secondo molti esperti; un termine abusato quasi quanto gli inglesismi, secondo altri. Sicuramente un concetto più attuale che mai.

In questi giorni di febbraio il Carnevale porta con sé colori, allegria e maschere, tanto intriganti quanto misteriose. Ma cosa si nasconde dietro quel fascino ambiguo? Come fare per scoprire il volto delle cose?

In un’epoca sempre più fluida anche il concetto di “svelamento” sembra scorrere in modo sempre più veloce ma confuso. Tanto che interrogativi come questi diventano un’ossessione latente. E così, mentre episodi come la Brexit e l’elezione di Donald Trump hanno dato nuova linfa vitale al neologismo, l’incubo della post verità ha iniziato a farsi strada. L’arrivo di un mondo manipolato e definito giocando sulle emozioni oltre che tragicamente esposto a bufale e fake ha iniziato ad alimentare dibattiti, riflessioni e critiche sull’era della tecnologia e dell’informazione.

“..Nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”

Per spiegare questa costante ricerca di comprensione di ciò che ci circonda, questa “smania” di arrivare all’essenza del mondo che ci ospita, potremmo intraprendere un viaggio a ritroso nella storia. Potremmo camminare fino all’antica Grecia, rifarci al “mito della caverna” e alla ricerca della verità di Platone, alle dissertazioni su paideia, aleteia e sul disvelamento di Heiddeger. Potremmo richiamare il concetto pirandelliano di una realtà illusoria e frammentata in cui maschere e volti si alternano in un continuo gioco di rimandi, riflessi e sfumature. Per spiegare la post verità potremmo, ancora, entrare nel dettaglio di cosa sia la verità e quale siano state le modalità di continua ricerca nelle epoche fino a risalire a tempi lontani.

Potremmo, ma abbiamo deciso di partire dai fatti per spiegare un concetto che mette invece in risalto come le persone tendano oggi ad esser influenzate dalle emozioni piuttosto che, appunto, dai fatti stessi.

E allora, come ogni mese, ci siamo messi al lavoro, ognuno con le proprie idee e la propria sensibilità, per entrare nello specifico di un discorso tanto ampio e darne una visione precisa e puntuale nei settori che ci competono.

Ritorno ai fatti: oltre la post verità

Inizieremo il mese con Sara che ci condurrà tra facce sorridenti, arrabbiate e simboli colorati in un momento di pura immersione nel mondo delle emoticon e della nuova forma di comunicazione non verbale resa possibile attraverso il loro uso.

Venerdì 3 febbraio continueremo il viaggio oltre la post verità con Valeria che ci racconterà di Magritte, il surrealismo e le modalità di ricerca della verità attraverso la grande forza espressiva dell’arte. Marco invece ci farà “viaggiare” tra specie botaniche e alimentari arrivate dall’America facendoci rivivere la paura iniziale, le convinzioni erronee, le scoperte e infine il riconoscimento di potenzialità e caratteristiche di elementi diventati oggi parte integrante della nostra cultura.

“L’appuntamento con la musica” previsto il secondo martedì del mese partirà invece dalle parole di Caparezza (e il suo rap), per puntare l’obiettivo su quello che, sul panorama musicale attuale, sembra essere uno degli artisti più votati a dar voce alla verità in musica.

Domenica 5 Gaia accenderà i riflettori sul mondo delle passerelle, analizzando la moda come strumento di dissimulazione, trasformazione o esaltazione del vero sé. Continueremo l’analisi oltre la post verità con Carolina che giovedì 9 riaprirà il discorso su Mafia capitale: facendo luce sulle verità che vanno oltre i riflettori. Un racconto anche dl punto di vista di associazioni coinvolte di riflesso in uno degli scandali più grandi che hanno coinvolto il Terzo Settore negli ultimi anni.

Giovedì 23 Irina ci porterà invece in Africa per spiegarci tutta la verità sulle donne giraffa, ben diversa da quella rappresentata in foto e viaggi “turistici”. Andrea chiuderà invece il mese con un primo piano su Billy Wilder, il regista-emblema della verità rappresentata sul grande schermo.

Articoli che ci auguriamo capaci di suscitare emozioni, ma sempre accompagnati da occhio critico e dall’analisi della realtà che ci circonda.

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