La vera storia delle piante dalle terre americane all’Europa

La vera storia delle piante dalle terre americane all’Europa

Questo mese su Openmag abbiamo deciso di andare alla ricerca della verità e allora scopriamo l’origine di piante delle Americhe, oggi comuni sulle nostre tavole e di come, inizialmente, fossero viste come curiosità o guardate con diffidenza.

La scoperta delle Americhe ha creato le premesse per un interscambio di specie animali e vegetali tra Vecchio e Nuovo mondo: questo momento di scoperta ben si inserisce nell’ottica di un mondo che va oltre le apparenze alla ricerca della verità, ed è per questo che abbiamo deciso di parlarne questo mese nell’ottica di un tema che si concentra sull’analisi delle post verità.

I flussi di materiali viventi, che in opposte direzioni hanno varcato l’oceano in questo mezzo millennio con ritmi variabili e con percorsi spesso non lineari, meritano ancora una attenta riflessione.

La vera storia delle piante dalle terre americane all’Europa
prodotti americani

A Cristoforo Colombo si deve infatti l’arrivo, nei primi anni del cinquecento durante i suoi successivi viaggi, di prodotti oggi onnipresenti nella cultura culinaria mediterranea: dai pomodori, alle patate, alle zucche e zucchine, peperoni, peperoncini, fagioli, ma anche girasole, fichi d’india, mais ecc..

Dalla Spagna e dal Portogallo arrivano poi in Italia, passando spesso per la Francia; altre volte, come nel caso della patata, l’arrivo prevede prima un passaggio tra Irlanda ed Inghilterra.

Il pomodoro (Solanum lycopersicon), ad esempio, arriva in Italia nel 1544, vent’anni circa dopo la prima coltivazione in Spagna.

Il nostro paese vince all’epoca per primo la diffidenza verso il “pomo d’oro” o ” aurea poma delle Americhe”, coltivato unicamente all’inizio per i suoi pregi estetici, come prima volta dal Granduca Ferdinando II dei Medici nel Giardino dei Semplici a Boboli, e da egli etichettato come afrodisiaco (“poma amoris”).

Le prime specie originarie hanno buccia di colore giallo (” d’oro”), da qui il nome attuale dell’ortaggio.

Il fico d’India (Opuntia ficus-indica) invece, oggi specie invasiva, in tutte le coste mediterranee venne inizialmente utilizzata solo come siepe perimetrale dei campi, impenetrabili grazie alle vigorose spine, e come “preparatore” di terreni lavici incolti.

Solo successivamente si scopri’ l’edibilità del frutto, e di come esso riuscisse a formarsi senza ricevere neanche una goccia d’acqua, essendo la specie una cactacea arido-resistente.

Anche il girasole (Helianthus annuus) trova solo a meta’ dell’Ottocento impiego ed uso nel campo alimentare italiano, pur essendo conosciuto come pianta ornamentale gia’ nel 1510 nella penisola iberica, arrivando dal Perù con Francisco Giron col nome di “fior di sole” o “indico elenio”.

Nel 1644 Vincenzo Tanara e’ il primo ad affermare che ” la sua midolla, serve per far lume, posto in oglio”, aprendo la strada alla coltivazione intensiva anche sul nostro territorio.

campo di girasoli
Girasole
capolino di girasole

L’elenco delle specie del Nuovo continente potrebbe essere ben più lunga, ma per oggi ci fermiamo qui: alle curiosità e alla storia di tre specie ormai patrimonio culturale e gastronomico del panorama del bacino del Mediterraneo.

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