Negli ultimi mesi, come forse per molta parte della nostra storia, il panorama italiano sta vivendo una fase di grandi rivoluzioni, o meglio scissioni, interne nei gruppi politici che guidano (o almeno dovrebbero) il Paese.

I due più grandi movimenti, PD e M5S, stanno attraversando delle forti scissioni interne per le quali uno si è ufficialmente diviso e l’altro è in continua lotta per mantenere una unità formale che è in costante pericolo sotto le spinte delle correnti interne. Senza parlare dell’incapacità, oramai da diverse stagioni, da parte dei movimenti di centro-destra e destra di riuscire a fare sintesi e identificare un portavoce unico e concentrare le forze in un unico piano politico.

In realtà tutto questo, visto da una prospettiva un po’ più distante, non dovrebbe sorprenderci in modo particolare. Se analizziamo la nostra storia, infatti, riscontriamo questa grande spinta alle scissioni e alla contrapposizione sin dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini: interi comuni e città in lotta interna per chi e come si dovesse amministrare la cosa pubblica. In fondo, se ci sono delle visioni profondamente diverse, il dibattito e una sana battaglia per ottenere la fiducia del popolo non può che portare ad un ascolto sempre più attento delle diverse istanze della cittadinanza. Quindi si ottengono proposte sempre migliori e in linea con quello che la maggioranza della gente necessità. Il senso di un sistema democratico.

Andando a fondo…

Se invece si entra più nel merito delle questioni, si scopre che i motivi che spingono i partiti e i movimenti politici a separarsi e a cercare così fortemente le scissioni non risiede più nella diversità di idee, proposte e valori; ma si fonda sulla spartizione e la gestione di posizioni di potere. In altre parole, oggi non si litiga più perché qualcuno desidera avere regole più vicine a una dottrina religiosa o meno (per fare un esempio), o perché i membri di un movimento scoprono di avere proposte diametralmente opposte sulla risoluzione dei problemi. Oggi, ci si divide per chi deve ricoprire certi incarichi e quali gruppi di potere sono stati rappresentati nell’assegnazione delle cariche. Se si ascoltano le proposte dei diversi portavoce o leader politici, infatti, a cambiare non sono i contenuti ma le parole, i toni e gli slogan: insomma lo stile comunicativo non i contenuti.

Eppure da piccini ci insegnavano che l’unione fa la forza. Ma se hanno gli stessi obiettivi, perché non si può evitare di spaccare sempre e comunque? Possibile che questo motto abbia smesso di funzionare e che stare separati aiuta di più?

Noi di OpenMag abbiamo approfittato di questo momento denso di divisioni per cercare il senso più profondo che le separazioni e le scissioni hanno all’interno del mondo e dei contesti da cui siamo circondati. Ci siamo interrogati come e quando la scissione possa essere un valore aggiunto o, al contrario, un disvalore.

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fonte: web

Le nostre proposte

Dopo aver analizzato il fenomeno delle scissioni in natura Marco ci parlerà della diversificazione vegetale in botanica, per la rubrica cultura Valeria ci racconterà la rivoluzione nell’arte Americana avviata da Pollock mentre, per la sezione viaggi, Irina ci parlerà della peculiare situazione di separazione dell’Isola di Cipro.

Chiara, rubrica musica, mette in luce la scissione di Cesare Cremonini dai Lunapop e intanto Gaia ci prepara una analisi sulle scissioni e separazioni tra i designer e le case di moda avvenute negli ultimi anni.

Per il Terzo settore Carolina ci racconta un tipo di scissione molto poco conosciuta e di cui si ha una gran paura, la scissione mentale/psicologica mettendo in luce l’importanza di affrontarla in modo giusto e saperla accettare come realtà esistente.

In ultimo, come sempre accade per il dolce, il nostro Andrea ci racconta attraverso una filmografia arbitraria come il tema abbia trovato il suo posto sul grande schermo.

Le scissioni e separazioni, scoprirete, non sono necessariamente negative e, anzi, aiutano spesso a tirare fuori quella varietà e quelle caratteristiche necessarie per un continuo processo di sviluppo e miglioramento. Tuttavia, restiamo dell’idea che quando le scissioni sono strumentali a qualcosa di diverso rispetto a questa tensione evolutiva beh… Forse sarebbe meglio imparare a parlarsi meglio e trovare un compromesso per un bene più grande di noi. Perché noi di Openmag lo possiamo testimoniare senza esitazione: l’unione fa sempre la forza!!!

E voi cosa ne pensate?

Buona lettura e buon Marzo a tutti!

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