Malva bianca, la pianta dalle molteplici virtù benefiche

Malva bianca, la pianta dalle molteplici virtù benefiche

La malva bianca è una pianta molto riservata e le sue proprietà profondamente radicate: scopriamole oggi insieme.

La malva bianca (Althaea officinalis), famiglia delle Malvacee, di rado arriva ad attirare l’attenzione per il suo profumo penetrante, o per il vistoso colore dei suoi fiori; è pianta dall’aria familiare, posta in realtà un po’ da parte, dalla sua stretta parente, la malva dei prati (Malva silvestris)

E’ pianta di umile aspetto, facile da rinvenire in campagna sul ciglio dei sentieri, nei prati o nei pendii in riva all’acqua.

Cresce senza difficoltà, diventa alta fino a due metri, restando però con fusto sottile ricoperto da una leggera peluria, da cui si dipartono numerose foglie grigio-verdi ed i piccoli fiori bianchi, con una leggera nuance lilla o rosata.

I suoi fiori, composti da cinque petali, sono così delicati che non vale la pena coglierli perché appassirebbero nell’ arco di pochi minuti.

Le proprietà della malva bianca sono ben nascoste nelle sue radici, estremamente vitali, che racchiudono un alto contenuto di mucillagini; senza di esse, questa pianta non avrebbe raggiunto la sua notorietà di pianta medicinale.

mucillagine malva
mucillagine malva

Nelle piante più vecchie, tali radici arrivano a raggiungere anche una lunghezza di cinquanta centimetri ed un diametro di otto centimetri.

Tagliando una radice in piccoli pezzi ed immergendola in acqua si ottiene un gel organico, una mucillagine; se si infila in bocca uno di questi piccoli pezzi di radice, la mucillagine si scioglie rapidamente e riveste la cavità orale con una pellicola protettiva.

Le mucillagini presenti nella malva sono di natura polisaccarida, e sono quindi in grado di trattenere notevoli quantità d’acqua.

Il biologo e ricercatore svizzero Torsten Arncken si occupa da molto tempo di questa specie e relative proprietà, studiandola non solo con metodi scientifici tradizionali, ma anche avvalendosi dei propri sensi.

Sostiene che la pianta stessa trasmette una sensazione di delicatezza, purezza e pace che difficilmente si riscontrano in altre piante selvatiche.

Chi volesse infine tentare la sua coltivazione può contare sul fatto che quest’ultima non presenta particolari difficoltà: è pianta che predilige i luoghi caldi e soleggiati, con terreni anche salini, in vicinanza delle coste.

La moltiplicazione avviene facilmente per seme o talea di radice, avendo in questo secondo caso, cura di selezionarne porzioni lunghe almeno tre centimetri, che andranno ben irrigate fino allo svilupparsi della nuova vegetazione.

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Marco Scagliarini
Classe 1983, romano, laureato in scienze naturali (2009) e conservazione e divulgazione naturalistica (2011), lavoro come botanico e garden designer. Da sempre appassionato viscerale di viaggi e geografia, appena possibile metto piede su un mezzo di trasporto e vado alla scoperta del mondo. Amante della lettura, della buona cucina e della vita all’aria aperta.