“Mi cibo sostenibile”, responsabilità collettive nella necessità

“Mi cibo sostenibile”, responsabilità collettive nella necessità

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Mercoledì 31 Maggio si terrà dalle ore 15:00, presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, l’evento “Mi cibo sostenibile”, inserito all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile, a cui parteciperà anche il Forum Terzo Settore Lazio.

Sostenibile è parente stretto (sinonimo) sia di “tollerabile”, ma ancor meglio, quando si parla di un’ipotesi o di un’idea, di “suffragabile”, in poche parole: difendibile. Così, ad esempio, un progetto diventa necessariamente condivisibile dalla società quando fa appello alle responsabilità collettive, come (per ipotesi) nel caso dello sviluppo sostenibile. Se infatti è detto comune che “l’appetito vien mangiando”, cosa accade quando ci si trova a “spazzolare il piatto” con prodotti fortemente voluti (per non dire imposti) dalla società del consumismo? Risvegliare le coscienze è ciò che si propone di fare l’evento “Mi cibo sostenibile” di Mercoledì 31 Maggio.

“Mi cibo sostenibile” come metafora delle divisioni mondiali.

Mercoledì 31 Maggio 2017, dalle ore 15:00 alle ore 23:00 si terrà, presso la Macroarea di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Tor Vergata, l’evento “Mi cibo sostenibile”, dedicato appunto al tema dell’alimentazione sostenibile. L’iniziativa, che si inserisce all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile, è promossa, oltre che dal Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società e dal Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e Storia dell’Arte dell’Università, organizzatori dell’evento, anche dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che prevede oltre 200 eventi in tutta Italia, dal 22 maggio al 7 giugno. Il tutto poi è coronato dalla stretta collaborazione e partecipazione del Forum Terzo Settore Lazio, promotore del progetto e presente, con un intervento della portavoce Francesca Danese nel corso della serata per poter discutere del difficile connubio tra nutrimento e sostenibilità.

L’intento di Mi cibo Sostenibile è quello di offrire ai partecipanti momenti di approfondimento sulla tematica dello sviluppo sostenibile attraverso la chiave di lettura del cibo, declinato in accordo con diversi punti di vista disciplinari tra cui quelli storici, letterari, geografici, giuridici, ecologici e biologici.  Il filo tematico che si dipana nel corso della giornata si propone quindi di percorrere contemporaneamente due binari paralleli: uno riguarda il tema dello sviluppo sostenibile in generale, descritto da agenzie intergovernative e argomentato, con l’aiuto degli studi, dalle comunità accademiche di tutto il mondo; l’altro unisce la questione dello sviluppo sostenibile con quella dell’alimentazione, attraverso riflessioni che conducono a ricordare coscientemente, su scala locale, pratiche e processi realmente a portata di mano di tutti i cittadini.

Le iniziative di “Mi cibo sostenibile”.

Le attività organizzate nel corso dell’evento sono tante e interessanti: si passa in un attimo dai dibattiti nello stile “Talk Show” e dai laboratori aperti, ai percorsi interattivi con mostre ed esposizioni allestite,  tra cui “Facce da pane”. Oltre alle letture di testi, proiezioni di documentari e laboratori musicali (l’interdisciplinarietà è il leit motiv dell’iniziativa) sono poi previste attività di educazione ambientale, in collaborazione con L’associazione culturale G.Eco, oltre a una degustazione alimentare di prodotti offerti dall’ Area Soci di Roma di Unicoop Tirreno.

La chiave di volta di un evento come questo è la comprensione delle responsabilità: una iniziativa come quella di “Mi cibo sostenibile” infatti è fondamentale per aiutare la collettività ad essere coscienti degli sbagli connessi alle scelte alimentari di tutti i giorni, che a lungo andare danneggiano la popolazione non solo su scala locale, ma anche nazionale; l’Italia infatti, secondo il Food sustainability index, indicatore finanziato dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, si troverebbe al sesto posto in fatto di alimentazione sostenibile, sorpassata perfino da Germania e Regno Unito, essendo terza per ipernutrizione e seconda per sovrappeso e obesità nella fascia di età tra i 2 e i 18 anni.

“Mi cibo sostenibile” diventa quindi metafora sia delle decisioni sbagliate (fatte consciamente o inconsciamente), sia del rinnovamento possibile e della lotta per ottenere una società che sia più responsabile e meno egoista.

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