Dimmi come voli, ti dirò chi sei (e dove va il tuo...

Dimmi come voli, ti dirò chi sei (e dove va il tuo aereo)

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Dimmi come voli, ti dirò chi sei (e dove va il tuo aereo)

Gli Europei controllano di continuo i documenti, i cinesi sono iperconnessi, i brasiliani temono di perdere i bagagli… Radiografia di chi prende l’aereo.

Paese che vai, viaggiatore d’aereo che trovi: a disegnare la mappa dei “viaggiatori tipo” è Sita, la cooperativa mondiale di compagnie aeree ed aeroporti che realizza prodotti e tecnologie per il mondo aeronautico.

Leggendo il Passenger It Trends Survey 2016 (indagine che ha visto coinvolti quai diecimila passeggeri tra 20 paesi tra America, Asia ed Europa), si possono capire molte cose.

Si parte dai cittadini europei, che sono considerati per più del trenta per cento degli “attenti pianificatori”; preoccupati che qualcosa possa in aereo andare storto, sbrigano in anticipo il maggior numero possibile di operazioni di viaggio e controllano i documenti più volte perché tutto proceda senza intoppi.

Più dell’ ottanta per cento usa i servizi online per la prenotazione dei voli (percentuale più elevata rispetto alla media globale del settantacinque per cento), e poco meno della metà dei viaggiatori europei porta con sé un tablet, dispositivo più popolare nel vecchio continente che nel resto del mondo.

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Il resto del mondo

Tanta tecnologia anche per la Cina: qui Sita ci spiega che nel settanta per cento dei casi , il viaggiatore-tipo è pronto a infastidirsi per un servizio non impeccabile in aereo, e desideroso di controllare ogni fase del viaggio dal proprio smartphone.

Quasi il venti per cento dei cinesi inoltre si dichiara disposto a viaggiare nel relax più assoluto, anche a costo di un pagamento extra.

Ma è in Russia che bisogna spostarsi per trovare i passeggeri più avventurosi: il quindici per cento qui (contro la media del nove per cento mondiale), è impaziente all’idea di provare nuove esperienze e servizi, anche approfittando di prezzi low cost ed offerte last minute.

In Brasile, invece, ci sono i passeggeri più apprensivi, specie per le sorti dei loro bagagli, tanto che il  novantadue per cento chiede continui aggiornamenti sullo stato della propria valigia.

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Dave Baker, presidente di Sita Europa, ci segnala come la tecnologia sia l’alleato delle compagnie e degli aeroporti per migliorare l’esperienza di chi vola; non per niente più dell’ottanta per cento degli intervistati ha in tasca uno smartphone, e quasi il dieci per cento, uno smartwatch.

Niente più attese in aeroporto: un sistema predirrà gli imprevisti.

Il maltempo, i ritardi nella preparazione dei velivoli, qualche disguido nelle operazioni di imbarco e sbarco, e il più classico e temuto smarrimento dei bagagli, sono solo alcuni degli esempi di eventi che tutti insieme pesano sul comparto secondo emerge dal report “The Future is Predictable” di Sita.

Una prima risposta alle disruption è stata messa in campo: intelligenza artificiale, cognitive computing, analisi predittiva e altre soluzioni tecnologiche possono aiutare a prevedere e preparare le aerolinee e gli aeroporti a correggere e spesso anche a prevenire le irregolarità legate al volo, per migliorare le performance del settore e l’esperienza di viaggio dei passeggeri.

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App Sita

Secondo lo studio degli ultimi anni, prosegue Baker, la metà delle compagnie aeree e degli aeroporti adotterà strumenti predittivi nei prossimi dieci anni; qualche operatore già oggi si fa precursore nell’utilizzo di queste tecnologie, sperimentando modelli previsionali, apprendimento automatico e reperimento e analisi di dati.

Oggi uno degli sforzi principali delle compagnie aeree è quello di raccogliere i dati e analizzarli con l’obiettivo di proporre ai clienti informazioni utili e soluzioni alternative.

In altre parole, a breve sarà quasi la normalità – o così si spera – poter informare l’utente direttamente sul telefono cellulare dell’esatta posizione del proprio bagaglio, oppure quanto manca esattamente al suo imbarco calcolando l’affollamento del terminal in modo da invitarlo ad accelerare il passo o a prendersela, magari, più comoda facendo una pausa più lunga al bar.

Tra esperimenti e futuro…

Un primo assaggio di queste tecnologie si sta sperimentando a Gatwick dove viene monitorata la fase precedente il decollo.

Insomma tutto deve girare senza intoppi per il passeggero, dal marciapiede all’imbarco. Nello scalo londinese diverse aree di attività sono tracciate in modo da misurare le performance ed arrivare a prevedere ogni volta le soluzioni gestionali più efficaci: vedremo come evolverà la cosa in un’ottica globale.

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Marco Scagliarini
Classe 1983, romano, laureato in scienze naturali (2009) e conservazione e divulgazione naturalistica (2011), lavoro come botanico e garden designer. Da sempre appassionato viscerale di viaggi e geografia, appena possibile metto piede su un mezzo di trasporto e vado alla scoperta del mondo. Amante della lettura, della buona cucina e della vita all’aria aperta.