Virtual Volunteer: l’intervento del digitale nel sociale

Virtual Volunteer: l’intervento del digitale nel sociale

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Virtual Volunteer: l’intervento del digitale nel sociale

In occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato celebrata lo scorso 21 Giugno, è nata Virtual Volunteer, la guida gps online lanciata dalla Croce Rossa per aiutare i migranti.

La bussola è da sempre accettata universalmente come simbolo per antonomasia dell’orientamento e della corretta indicazione nei momenti di dubbio. E’ però prassi comune di un mondo occidentale fortemente digitalizzato, quella di sostituire le rappresentazioni convenzionali accreditate dalla società, con nuovi “riti tribali” ed emblemi del progresso. Nasce dall’adattamento a nuove forme di comunicazione sociale, esigenza specifica della generazione Smartphone, Virtual Volunteer, la guida gps online lanciata dalla Croce Rossa per aiutare i migranti (disorientati).

Virtual Volunteer come partecipazione sociale al progresso digitale.

Un filo rosso (diretto) che vuole collegare il paese d’accoglienza e l’accolto tramite una piattaforma digitale. Con questo obiettivo da raggiungere, in occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato celebrata lo scorso 21 Giugno, la Croce Rossa Italiana e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, lanciano Virtual Volunteer, il sito web smartphone friendly che si propone di rispondere ai bisogni più urgenti dei migranti.

Tramite geolocalizzazione infatti, la piattaforma permetterà a rifugiati, richiedenti asilo e a tutte le persone rimaste fuori dalla rete dell’accoglienza presenti sul territorio italiano di individuare i vari servizi messi a loro disposizione dalla CRI e dalle altre associazioni nelle loro vicinanze: dagli ambulatori, consultori, mense, dormitori, ai luoghi dove ricevere assistenza legale gratuita e supporto psicologico. Sulla mappa inoltre i migranti troveranno segnalati i tre Safe Point di Croce Rossa, attualmente operativi: quelli di Catania e Trapani e quello di Cagliari.

La testimonianza dell’aiuto digitale.

“Come l’acqua, il cibo e i medicinali, la conoscenza è vitale”. Recita così la frase d’apertura del video di presentazione della piattaforma Virtual Volunteer, che a prima vista sembra (e lo è realmente) quanto di più semplice e intuitivo la comunicazione digitale possa creare. Il sito, oltre ovviamente a fornire la possibilità di impostare la propria lingua d’origine e il paese in cui ci si trova (Italia, Grecia o Svezia) è diviso da un’apposita griglia in 9 sezioni, ognuna contrassegnata da un disegno esemplificativo, per rendere la fruizione ancor meno complessa.

Oltre alle sezioni contenenti le informazioni e le notizie più generiche, ciò che rende veramente rivoluzionario il sito sono tre specifiche funzioni: la sezione Mappa che, previa attivazione della geolocalizzazione, mostra sulla cartina digitale, attraverso l’uso di simboli universali, i punti più vicini al migrante dove poter trovare assistenza di ogni tipo. La sezione Comunica, distinta in due diversi ambiti (indicalo e frasi) creata per agevolare ulteriormente i possibili problemi nati dall’incontro/scontro di due lingue differenti: la divisione “indicalo” richiede l’uso del dito per indicare il servizio di cui si ha necessità, rappresentato da figure esplicative, divise a loro volta a seconda del bisogno (servizi di base, tecnologia, shopping). La divisione “frasi” al contrario racchiude le principali asserzioni, in merito alla salute e alla ricerca di servizi, con la rispettiva traduzione, rendendo agevole l’unione della lingua di partenza con quella d’arrivo.

Virtual Volunteer: l’intervento del digitale nel sociale

Infine la sezione Domande, assume in sé il ruolo di “legislatore digitale”: questa funzione infatti raccoglie tutti i possibili (e legittimi) quesiti in materia giuridico-legislativa (qual è la procedura per richiedere protezione internazionale?) con relativa (e accurata)risposta. Virtual Volunteer fornisce in questo modo un primo servizio di consulenza essenziale fin troppo sottovalutato dalla società “bacchettona”, che in realtà tanto ignora sulle norme riguardanti l’accoglienza.

La spersonalizzazione della collaborazione.

La creazione di una piattaforma come quella ideata di Virtual Volunteer, genera almeno un importante interrogativo a cui difficilmente la collettività potrà sottrarsi dal rispondere: nonostante infatti sia indubbio l’apporto fondamentale che la tecnologia può fornire allo sviluppo di piani comunicativi sociali (va ricordata la nascita di InfoMigrants, portale europeo di informazione per migranti realizzata dal triumvirato Ansa- France Media Monde -Deutsche Welle), risulta spontaneo chiedersi se un’automatizzazione così efficace dei servizi, con tutti i suoi pregi, non comporti una spersonalizzazione/congelamento dei rapporti che potrebbero altrimenti nascere tra persone di cultura diversa.

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