L’ Arte nel Cuore fa il bis e sbarca a Milano

L’ Arte nel Cuore fa il bis e sbarca a Milano

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L' Arte nel Cuore fa il bis e sbarca a Milano

L’ Arte nel Cuore, unica accademia di spettacolo per ragazzi disabili e normodotati, fa il bis; da settembre infatti aprirà una nuova sede anche a Milano.

L’ Arte nel Cuore, a 12 anni dall’apertura di quella romana, grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, sbarcherà con i suoi corsi di danza, canto e recitazione nel capoluogo lombardo, ospitata negli spazi del C.A.M Ponte delle Gabelle.

Alla vigilia  di questa nuova sfida, che offrirà anche ai disabili del Nord Italia l’opportunità di formarsi artisticamente in maniera professionale, Openmag ha incontrato la presidente, Daniela Alleruzzo per capire da dove nasce il suo impegno.

Da brillante donna in carriera a paladina dei diritti. Qual è stato il suo percorso?

La nascita di Andrea mi ha fatto cambiare prospettiva. Nonostante una grave disabilità che lo ha costretto in un letto per 14 anni prima di morire, Andrea dispensava  a tutti i suoi meravigliosi sorrisi. Lo faceva con gli occhi. Non lo dimenticherò mai.

Come nasce L’ Arte nel Cuore?

Ho fondato l’Accademia nel 2005. La storia di Andrea e di mia cugina Ilaria, anche lei diversamente abile, sono state la chiave per comprendere quale direzione dare alla mia vita: da qui nasce il mio impegno nel volontariato.

Qual è il suo rapporto con la disabilità?

L’esperienza familiare, vissuta nella riscoperta della fede, mi ha avvicinata al mondo della disabilità maturando la convinzione che le persone con handicap vivono confinate nella propria realtà limitate, spesso, da difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, se solo venisse offerta loro l’opportunità di farsi conoscere.

Ha incontrato difficoltà nella realizzazione del suo progetto?

In Italia, purtroppo, il Terzo Settore è fin troppo bistrattato. Nel mio caso, poi, si andava incontro ad una doppia difficoltà, racchiudendo due settori entrambi penalizzati dai progressivi tagli alla spesa pubblica, quello artistico e quello sociale. Eppure oggi, dopo 12 anni, siamo ancora qui a parlare di noi perché non ho mai smesso di crederci, nonostante tutto.

Le persone disabili possono davvero vivere d’arte?

E’ un problema comune a tutti coloro che in Italia scelgono di lavorare nel mondo dello spettacolo, non certo solo delle persone con disabilità!

Qual è l’obiettivo del suo impegno?

Una completa affermazione del diritto ad avere pari opportunità presuppone l’idea che le persone disabili possano in ogni caso contribuire alla crescita della società. Quindi per noi è fondamentale che le attività svolte in Accademia vengano prese con la serietà e la determinazione di chi sta investendo nel proprio futuro, per potere un giorno affermarsi nel campo dello spettacolo.

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