Mia Martini: storie di donne che (non) cambiano

Mia Martini: storie di donne che (non) cambiano

mia martini storie di donne che (non) cambiano

L’appuntamento con la musica di questo mese è un viaggio alla scoperta di Mia Martini: la donna dietro l’artista, tra libertà e ostacoli.

“Donne piccole come stelle,

c’è qualcuno le vuole belle,

donna solo per qualche giorno,

poi ti trattano come un porno.”

 

Di canzoni sulle donne ne sono state scritte tante. Poche, tuttavia, sono state capaci di raccontare le differenze di genere come molte di quelle interpretate da Mia Martini. Poche sono state capaci di denunciare i (crudeli) giochi di potere di cui la nostra società abbonda. Ecco che invece lo ha fatto, spesso, proprio la voce di Mimì.

Che la musica sia capace di dar voce a emozioni e di raccontare temi “difficili” in modo chiaro e schietto è assodato. Non a caso disuguaglianza, (dis)parità di genere e temi sociali si sono trasformati spesso in un contenuto perfetto da cantare e sviscerare, spesso anche furbescamente, per apparire artisti attenti e impegnati.

Ma quello di Mia Martini è un caso particolare.

“Donna” ad esempio è un brano scritto per lei da un uomo, Enzo Gragnaniello. Dopo averlo ascoltato, Mimì se ne innamora e decide di tornare sulle scene dopo qualche anno di pausa, solo per interpretarlo. Il pezzo è una storia di umiliazioni e soprusi. Uno squarcio in quella che è ancora oggi realtà per tante donne, colpevoli di esser entrate in contatto con “piccoli” uomini. Piccoli e superficiali, molto attenti alle etichette legate al sesso e poco al rispetto degli altri. Anzi, soprattutto delle altre.

Donna come…

Mia Martini non è una cantautrice, ma è una donna che ha lottato, e reagito, di fronte alle tante difficoltà che la vita le ha presentato. Il difficile rapporto con il padre, di cui parlerà molto la sorella Loredana; il tentato suicidio a 14 anni in carcere, dopo l’arresto per detenzione di stupefacenti; i due interventi alle corde vocali, che regalano alla sua voce una sfumatura più roca; fino a quella maledetta etichetta che parla di jella, una superstizione che arriva a distruggerla… Scogli, barriere costruite con tanta forza da trasformare il dolore della sua voce in una nota inimitabile e capace di arrivare al cuore di molti.

Mia Martini è una donna che ha sofferto. E per questo non si tira indietro quando c’è da parlare, o da cantare.

Mia Martini è una donna che profuma di libertà. E per questo viene scelta da grandi autori come Califano, Gragnaniello, Lauzi e Bigazzi per interpretare, come solo lei sa fare, i loro testi. Perché storie forti e graffianti diventano attraverso la sua voce credibili. Reali. Forti.

Vita, storie e libertà

Mia Martini canta di storie che sanno di vita vera. Dona loro il suo timbro roco, le sue emozioni, rendendo l’empatia con il pubblico tanto forte da sentirla ancora nell’aria dopo anni. Eccola, Mia Martini. Un’artista che non ha bisogno di apparire “impegnata” né di crearsi un personaggio troppo distante dal suo essere. Domenica Rita Adriana Bertè porta infatti su ogni palco che calca tutta se stessa. E nelle canzoni che interpreta c’è sempre un po’ di Mimì.

Per questo, sentir dire dalla sua voce che “Gli Uomini non cambiano” assume quell’accezione forte che solo una grande artista è in grado di donare a un testo già particolarmente carico di significato. Così, cantata da Mimì, viene quasi da pensare che non siano gli uomini in quanto tali a non saper cambiare ma, più in generale, l’essere umano. E che però, in fondo, una speranza che ciò possa avvenire continua a rimanere. Come quella che continua a far credere che di donne come Mia Martini ce ne sono e ce ne saranno. E che la libertà non può essere ingabbiata. Neanche dagli ostacoli ai quali la vita espone gli uomini. E le donne.

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