Osmanthus, alla scoperta della corolla dell’armonia

Osmanthus, alla scoperta della corolla dell’armonia

Osmanthus, la corolla dell’armonia

Scopriamo oggi l’ osmanthus, specie meravigliosa il cui nome botanico, OLEA FRAGANS, si riferisce al suo aroma agrumato, che riequilibra il corpo e la mente.

Accade in genere di pomeriggio, quando le temperature più fresche di ottobre, rendono più intensi i profumi dei fiori e della frutta negli orti e nei giardini.

All’improvviso l’aria si riempie di un rasserenante sentore agrumato, che ricorda la fragranza dei fiori d’arancio, mescolata però a note di magnolia ed albicocca.

E’ il profumo dell’Olea fragrans, sempreverde meglio noto come il nome di osmanthus, che un tempo veniva piantato nei parchi delle ville più eleganti, non solo per le sue belle foglie lucide e consistenti (pungenti nella varietà “ aquifolium”) ma anche perché, con la sua fioritura tardiva, regalasse  ogni  anno un festoso saluto all’estate che volgeva al termine.

Originario dei boschi di Cina e Giappone, l’ osmanthus produce minuscoli fiorellini bianchi, gialli o arancioni (questi ultimi nella varietà “aurantiacus”) e anticamente si riteneva che fosse una pianta caduta sulla terra dal Paradiso, per donare agli uomini il suo aroma celestiale e riequilibrante: in effetti, le sue corolle, oltre che profumate, sono ricche di virtù curative, da sfruttare sul piano cosmetico e fitoterapico.

CURA E COLTIVAZIONE DELLA PIANTA:

Il vaso dell’osmanto deve essere capiente (40-50 cm diametro) e va riempito con terriccio per acidofile mescolato a sabbia; la sua crescita è tuttavia lenta, pertanto le potature non devono mai essere drastiche e limitate alla rimonda del secco.

Per fiorire bene la pianta va collocata al sole, e nella stagione invernale meglio riparare il vaso vicino a una parete, perché teme le correnti. L’ osmanthus è pero in grado di resistere diversi gradi sotto lo zero.

Per quanto riguarda l’annaffiatura, essa teme i ristagni, che causano marciumi: va aggiunta acqua solo quando la terra nel vaso si presenta secca; una irrigazione moderata, soprattutto nel periodo della fioritura, consente anzi di ottenere corolle più profumate.

USO ED UTILIZZO:

Per trasformare il tè in un infuso digestivo e corroborante, si può aggiungere ad ogni tazza di acqua, un cucchiaino di fiori di osmanto essiccati, per poi far sobbollire per cinque minuti e berlo caldo o tiepido.

Può essere usato anche in cosmetica, per preparare un oleolito antietà: sarà sufficiente in un vasetto di vetro con chiusura ermetica, versare 100 ml di olio di jojoba ed un pugno di fiori d’osmanto ancora freschi, chiudere il barattolo ed esporlo al sole per trenta giorni, scuotendolo di tanto in tanto.

Al termine di questo periodo, sarà sufficiente filtrare l’unguento e conservarlo in un barattolo di vetro scuro; all’occorrenza applicato la sera sul viso è un ottimo antirughe ed il suo profumo favorisce sonno e relax.

Infine è utile ricordare che negli armadi, un sacchettino di garza di cotone riempito di corolle essiccate di osmanthus e riposto fra la biancheria allontana insetti, tarme e cattivi odori.

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Marco Scagliarini
Classe 1983, romano, laureato in scienze naturali (2009) e conservazione e divulgazione naturalistica (2011), lavoro come botanico e garden designer. Da sempre appassionato viscerale di viaggi e geografia, appena possibile metto piede su un mezzo di trasporto e vado alla scoperta del mondo. Amante della lettura, della buona cucina e della vita all’aria aperta.