Olimpiadi invernali: quando lo sport supera la diplomazia

Olimpiadi invernali: quando lo sport supera la diplomazia

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Olimpiadi invernali: Quando lo sport supera la diplomazia

Dal 9 al 25 febbraio tornano le Olimpiadi Invernali, questa volta in Corea del Sud. Riflettori puntati e qualche segno di distensione in attesa dell’evento.

Mancano pochi giorni e partiranno le Olimpiadi invernali, direttamente da Pyeongchang, in Corea del Sud. I riflettori del mondo, e non solo quelli sportivi, sono già puntati qui in attesa del 9 febbraio, giorno di apertura dei giochi. Tra i tanti occhi aperti troviamo infatti anche quelli della diplomazia internazionale, che guarda a queste Olimpiadi come a un evento di pace in una zona che da troppo tempo è sottoposta a forti tensioni.

Le Olimpiadi invernali ricalcano quelle classiche, anche se come rassegna racchiude i soli sport invernali e viene ospitata ogni due anni da una città vocata al turismo invernale. Per esempio l’Italia ha degnamente ospitato le Olimpiadi invernali nel 2006 a Torino.

L’Italia Team si presenta

L’Italia ha una buona tradizione negli sport invernali, come dimostrano le “prove generali” di queste Olimpiadi. A fine dicembre si è disputata la Coppa del Mondo di sci a Bormio e sono stati proprio gli atleti di casa a far vedere chi comanda. Per gli uomini oro e argento a Dominik Paris e Peter Fill, mentre per le donne è Federica Brignone che agguanta un bellissimo oro.

Ma anche nello sci di fondo e nella combinata troviamo gloria grazie a Federico Pellegrino che si piazza in seconda posizione al Tour de Ski di Lenzerheide. Invece nel pattinaggio su ghiaccio, quello non artistico, agli Europei di Kolomna, Nicola Tumolero conquista il titolo di Campione d’Europa nei 5000 metri. Altro oro e altro argento, rispettivamente di Francesca Lollobrigida e Francesca Bettrone nella Mass Start femminile, sempre disciplina del pattinaggio. E sempre nella Mass Start, stavolta maschile, Andrea Giovannini conquista un argento.

Le premesse per le Olimpiadi invernali sembrano dunque ottime da parte degli atleti italiani. Una squadra che probabilmente non ammiravamo così agguerrita negli sport invernali da molto tempo.

Olimpiadi invernali: Quando lo sport supera la diplomazia

Il Kim che non aspetti

Lasciando da parte lo sport per un attimo, dobbiamo ricordarci però che Pyeongchang è una zona a rischio, trovandosi in Corea del Sud. Le tensioni con l’altra Corea infatti, quella del Nord, sono andate crescendo negli ultimi tempi, tanto da far temere che le Olimpiadi invernali non potessero essere disputate. Così, tra una provocazione e l’altra, il timore del lancio di una testata nucleare, le battutacce di Trump e la comunità internazionale che cerca di scongiurare una guerra, Kim Jong-un sorprende tutti.

Durante il suo discorso di fine anno alla nazione, il dittatore nordcoreano dichiara di volere un incontro con le istituzioni sudcoreane in vista di una partecipazione alle Olimpiadi. Un fulmine a ciel sereno, ma soprattutto un’ottima notizia. A seguito del vertice, è stata riattivata la “linea rossa”, una linea telefonica militare che Kim stesso aveva provveduto a far chiudere, segno questo di apparente distensione. Inoltre, la Corea del Nord ha annunciato che invierà a Pyeongchang una delegazione di atleti di alto livello, oltre a giornalisti, delegati e altri rappresentanti sportivi.

La forza dello spirito olimpico

 

E così ancora una volta lo sport fa aprire uno spiraglio là dove sembrava esserci una chiusura quasi totale. Non sono serviti tavoli di trattative o ricatti e accordi, solo un evento sportivo nel quale si combatte, sì, ma per gioco e alla fine ci si stringe la mano. Ovviamente la crisi coreana è lungi dall’essere risolta, ma questo può essere un significativo passo in avanti. Addirittura si paventa una sfilata comune degli atleti coreani di Nord e Sud durante la cerimonia d’apertura. Forse, solo per una sera e nemmeno sotto la stessa bandiera, ma la Corea tornerà ad essere una.

E lo spirito delle Olimpiadi è proprio questo, fin dall’antica Grecia, con le ostilità che cessavano perché tutti potessero prendere parte a questo evento di pace e competizione fraterna. È passato molto tempo, ma per fortuna quello spirito sembra non essere svanito.

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