E-Sports: la nuova frontiera della competizione

E-Sports: la nuova frontiera della competizione

E-Sports: la nuova frontiera della competizione
Fonte: TorreNera.it

E-Sports. Cosa sono e perché sono diventati uno sport a tutti gli effetti. Con il Comitato Olimpico Internazionale pronto a farli diventare disciplina olimpica entro Parigi 2024.

Quando si parla di sport di solito si pensa a quelli olimpici, come la corsa, la staffetta, il nuoto, il tiro con l’arco. Spesso poi ci si riferisce anche al calcio, al rugby, persino alle corse automobilistiche e motociclistiche. Insomma lo sport è qualcosa che implica movimento, competizione, lavoro di squadra e un luogo adeguato, visto che ognuno di questi sport si svolge su un impianto specifico. Eppure c’è una nuova frontiera dello sport: gli E-sports, che possono essere praticati comodamente seduti sul divano di casa.

Dalla realtà alla realtà virtuale

Nulla di così arcano e misterioso, per intenderci. Parliamo semplicemente di videogiochi, e in particolare di quelli che possono esser definiti E-sports, cioè Electronic Sports. Un nesso sempre più stretto tra on line e offline, dunque, anche per quanto riguarda questo settore. Molti degli sport reali trovano infatti spazio anche sulle consolle per videogame, dove i ragazzi si sbizzarriscono a creare la propria squadra di calcio o basket per vincere la Champions o l’NBA, o anche il mondiale di Formula 1.

Le nuove tecnologie

Con l’avvento di nuove tecnologie, si è notato di come questi diventino sempre più vicini alla realtà. Le prime esperienze risalgono a diversi anni fa ormai. Dalla Wii, la consolle che permette praticamente di fare ginnastica in casa, giocare a golf, a tennis e molto altro, alla Kinect. Parliamo di una telecamerina che coglie ogni minimo movimento del corpo, applicabile alla Playstation o all’Xbox, per muoversi esattamente come il protagonista del gioco. Da qui nasce anche il successo di giochi come Just Dance, nel quale per vincere è necessario completare la coreografia richiesta, cercando di azzeccare più mosse possibili (anche un modo per imparare a ballare, dunque).

Con l’avvento dei visori VR, cioè quelli per la realtà virtuale, il gioco viene poi portato ad un altro livello, in quanto l’esperienza diventa più realistica che mai. Indossando questi speciali occhiali, il giocatore viene proiettato direttamente nella realtà di gioco, sia essa uno stadio, un campo di battaglia o un mondo fantastico.

E-Sports: la nuova frontiera della competizione
Fonte: F1Reader

Uno sport per tutti

A partire dagli anni ’80, periodo di massimo splendore, sono nate e si sono sviluppate in tutto il mondo competizioni dilettantistiche, professionistiche e per squadre di videogiocatori. Perché chi pensa che la competizione videoludica sia quella di stare da solo, chiuso in casa su un divano, si sbaglia di grosso. Gli e-sports sono infatti spesso pensati come esperienza da vivere in squadra, anche se esistono competizioni per singoli, ma consistono per lo più nel superare il record del giocatore precedente.

Oltre agli sport veri, che vengono portati sulla piattaforma virtuale, abbiamo anche i generi di picchiaduro (come Street Fighter o Dragon Ball), sparatutto (Call of Duty), Massive Multiplayer Online (letteralmente: modalità multigiocatore massiva), in cui si incontrano molti giocatori provenienti da ogni parte del mondo. Quest’ultimo aspetto, molto presente anche negli E-sports, non è da trascurare, in quanto appare come una nuova sfera della socialità. Un ragazzo che gioca in Italia potrebbe benissimo trovarsi in squadra con uno che gioca in Giappone.

Inoltre assistiamo a un fenomeno di superamento delle differenze: negli e-sports non ci sono distinzioni di alcun tipo tra giocatori uomini, donne, giovani e meno giovani. Si è notato infatti che, benché i nativi digitali siano molto più portati nell’approccio con le nuove tecnologie, queste spesso riescano a coinvolgere anche i loro genitori e perché no, i nonni. In Italia esiste addirittura una Federazione per gli E-sports e dobbiamo dire che i nostri E-atleti se la giocano benissimo a livello internazionale.

Medaglia d’oro a…

Ma c’è una notizia che l’intero mondo degli E-sports attendeva da tempo e che potrebbe rivoluzionare il mondo sportivo in generale. Proprio nel 2017 infatti, il Comitato Olimpico Internazionale ha riconosciuto agli E-sports il rango di sport vero e proprio, pensando anche di farli diventare disciplina olimpica. La decisione definitiva sarà presa dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020 e forse a Parigi 2024 potremmo doverci trovare a parlare di una medaglia d’oro proprio in questo nuovo settore.

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Fonte: VGNetwork.it

Ma è o non è uno sport?

Molti hanno cominciato a storcere il naso di fronte al dilagare degli E-sports, in quanto lo sport implica allenamento, movimento e magari una sana dose di vita all’aperto, cosa che assolutamente non prevedono i videogiochi.

Eppure alla base del riconoscimento come disciplina olimpica, c’è proprio l’allenamento fisico che i videogiocatori devono sostenere e i vari comportamenti da seguire. Il videogiocatore infatti, non passa ore solo davanti allo schermo, come si è portati a pensare, poiché la concentrazione comincia a calare e subentra la rabbia, quindi non si pensa in modo lucido, soprattutto se si sta seguendo una strategia. Per quanto riguarda la vita all’aperto, i videogiocatori organizzano degli eventi, proprio per incontrarsi e scontrarsi di persona, dunque non stanno sempre dietro al loro avatar.

Una nuova frontiera dello sport sicuramente singolare ma anche avvincente, dunque. E soprattutto aperto anche ai più scettici, perché tutti in fondo si possono mettere alla prova con questa nuova modalità di “gioco” e sport, almeno una volta nella vita.

A questo punto, dopo le dichiarazioni del Comitato Olimpico, non ci resta che attendere di sapere se in un futuro quanto mai vicino, le Olimpiadi si apriranno a nuovi scenari, comprensivi anche di E-atleti pronti a indossare i visori VR, prendere in mano i Joystick e portare le emozioni ad un nuovo livello.

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