Roma e Ferrari: quando la fede batte la ragione

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Roma e Ferrari: quando la fede batte la ragione

Questa settimana vi parliamo di due miracoli di colore Rosso: la Roma che si qualifica in semifinale di Champions e la Ferrari che vince in Bahrain con una strategia impensabile.

Due sono le imprese positive della settimana, che ci toccano come italiani e come sportivi. La seconda vittoria consecutiva della Rossa in Bahrain e la Roma che si qualifica per le semifinali di Champions League. Erano entrambe due vittorie insperate, rese ancora più belle proprio da questa piccola incognita. Eh già, perché non era così scontato che i nostri uomini portassero a casa questi trionfi, ma andiamo con ordine.

Gp del Bahrain

La Formula 1 è già al secondo GP, in Bahrain, dove la Mercedes promette battaglia, vista la vittoria in Australia della Ferrari. Vettel ha umiliato il campione Lewis Hamilton lì dove fa più male: la strategia. Quel sorpasso dalla pit lane è pura magia: Sebastian rientra in pista proprio davanti a Lewis e ci rimarrà fino a fine gara.

Durante tutta la settimana gli sfottò si susseguono e la Ferrari riesce a piazzare una bella doppietta durante le qualifiche: Vettel 1° e giro più veloce, Raikkonen secondo. Le Mercedes combinano solo disastri: se la volta prima era stato Bottas ad andare a muro, stavolta la stella della casa tedesca, Hamilton, è costretta a far sostituire un cambio, prendendo così una penalità che lo farà partire nono. Il giorno della gara, la Ferrari si fa sorprendere subito però: Raikkonen si fa superare da Bottas, perdendo così la seconda posizione, mentre Hamilton nei primi giri si rende protagonista di un sontuoso sorpasso: tre in un colpo, risalendo sesto.

Roma e Ferrari: quando la fede batte la ragione
Fonte: motorsport.com

Sebastian Vettel mantiene saldamente la testa della corsa, fino al 21 giro, la sua strategia prevede infatti il primo cambio: da gomma rossa (supersoft) passa a quella gialla (soft), per cui, secondo le statistiche, dovrà tornare alla rossa o alla bianca (gomma media), per non stressare la macchina. Anche Raikkonen usa la stessa strategia, mentre le Mercedes, ai box anche loro, montano già la gomma media, per non dover più rientrare fino alla fine. E mentre le auto grigie sono davanti e Vettel si trova in mezzo, questo mangia secondi a Hamilton, sempre più preoccupato, visto che lo vede sopraggiungere alle sue spalle.

Una gara dalla mille sorprese

Altro sontuoso sorpasso, da parte di Vettel stavolta, su Hamilton, che non vuole saperne di cedere la posizione, ma nulla può contro la potenza della Rossa. Si avvicina però il 36° giro, quando le Ferrari dovranno effettuare il secondo cambio gomme. Viene richiamato Raikkonen per primo. Durante il pit-stop qualcosa va storto però: un meccanico viene investito dalla macchina di Raikkonen, mente questo sta per ripartire e la pista rimane occupata per alcuni minuti. Vettel infatti non rientra e dal team radio gli dicono: “Ormai non rientri più! Tu ti senti sicuro?”. E lui risponde “Certo!”.

In realtà, rivelerà a fine gara di aver mentito, visto che Bottas era dietro di lui a meno di un secondo. Infatti, il non rientrare poteva costituire un rischio, che la Ferrari conosce bene, visto lo scoppio degli pneumatici a Silverstone lo scorso anno. Ma Vettel riesce a gestire la gomma gialla per la cifra record di 38 giri, fino alla fine, ed a prendersi il primo gradino del podio del GP. Hamilton, al suo team radio diceva: “Sto aspettando il tracollo dell’auto di Vettel!”, ma giustamente, come risponde il telecronista tecnico, Marc Genè: “Se ci sarà il tracollo! Nessuno lo sa, perché nessuno ha mai provato questa cosa prima d’ora!”. E così, anche se la Formula 1 si basa molto su calcoli e statistiche, queste stavolta si sono dovute arrendere ad un po’ di sana follia.

Roma e Ferrari: quando la fede batte la ragione
Fonte: contrataque.it

Roma-Barcellona: la forza della squadra

La stessa cosa è accaduta alla Roma, nel martedì Champions che tutti ricorderanno per sempre. Dal pre-partita sembrava un po’ come: “I gladiatori verranno mangiati dai leoni”. E invece, l’unico Leo che avrebbe dovuto fare la differenza, si è solo fatto notare per la ricerca di un gol disperato.

La Roma sulla carta doveva essere asfaltata proprio come all’andata, ma così non è stato. Di Francesco ha saputo organizzare bene i suoi, li ha fatti credere in loro stessi e loro lo hanno ampiamente dimostrato sul campo. A partire da Dzeko, che col suo primo gol galvanizza tutto l’Olimpico. Il suo lavoro era di stare lì davanti e buttare la palla dentro e così è stato. Quando poi capitan De Rossi segna il secondo gol, ormai è quasi fatta, tutti quanti ci credono sempre di più. Le telecamere lo inquadrano proprio mentre dice: “Ne basta uno!”.

Eh si, perché sul tre a zero, la Roma va in semifinale. Entra Under a pochi minuti dalla fine ed è proprio lui a guadagnarsi un prezioso calcio d’angolo, che si appresta a battere. La palla arriva sulla testa di Manolas, che la butta dentro. La faccia del greco mentre esulta è bellissima, esprime incredulità, visto che forse non si aspettava di segnare, ma anche e soprattutto tanta gioia, perché quel gol è come una liberazione. Il Barcellona ha peccato di eccessiva fiducia in sé stesso a quanto pare ed ha sottovalutato un’avversaria, che a dirla tutta, all’andata era stata solo molto sfortunata.

Roma e Ferrari: quando la fede batte la ragione
Fonte: Romanews.eu

Sport come sinonimo di Emozione

Ed è proprio questo lo sport che ci piace raccontare, quello dove nulla è scontato. Lo sport non può e non deve essere concepito come una scienza esatta, altrimenti si perderebbe tutta quell’emozione che abbiamo potuto ammirare durante questi eventi. Se la Ferrari si fosse basata sui numeri, Vettel adesso sarebbe terzo, almeno, e il Gran Premio lo avrebbe vinto la Mercedes.

Se la Roma di fosse fermata a pensare che nel Barcellona giocano Messi, Suarez e compagni, grandi campioni, non avrebbero combinato nulla. Come ha detto Edin Dzeko a fine partita: “Non parliamo di soldi, di quelli non ci importa!”, lui che doveva andare via, ma ha deciso di restare, per vivere gioie come questa. O Sebastian Vettel, che appunto mente ma non ci pensa.

Esempi di sport fatto di emozioni, che raggiungono diritte al cuore, proprio perché inaspettate. Pochi davano la Roma per favorita e sicuramente saranno stati felicissimi nel vedere che avevano ragione, ma anche chi non ci credeva sarà rimasto piacevolmente sorpreso nel raggiungere quella semifinale che mancava a Roma da tanto tempo. E chi pensava che Bottas avrebbe superato Vettel proprio sul traguardo, perché ormai la macchina non ne aveva più, sarà esploso in un urlo di gioia nel vedere che chi non ne aveva più era la Mercedes e non la Ferrari.

Questo è lo sport vero, quello fatto di sana follia e di fiducia in ciò che si sa fare. Lo sport non è una scienza esatta, non si basa sui numeri, o sulle statistiche, non possiamo mai dire che la fine sia già scritta perché, come disse Vujadin Boskov: “Partita finisce quando arbitro fischia tre volte”. E la corsa finisce dopo la bandiera a scacchi.

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