Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario

Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario

Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario
Fonte: calciomercato.com

Parliamo di tifosi e tifoserie d’Europa, ma anche nostrani, che proprio non riescono a mandare giù la sconfitta o anche la retrocessione. Tifosi che si lasciano talvolta trasportare da un tifo estremo.

Il tifo si sa, è la passione verso la propria squadra, quella del cuore, quella che si ama (almeno in teoria) nel bene e nel male. Insomma, quasi una professione di fede.  Ma ci sono momenti in cui questa passione va oltre e sfocia in questioni che poco hanno a che fare con i sentimenti di fratellanza, gioia e amicizia che lo sport cerca di veicolare.

Quando “ogni mondo è paese” (purtroppo)

Partiamo da casa nostra dove, durante Sampdoria-Napoli, i tifosi di casa si rendono protagonisti di cori discriminatori contro i napoletani, come tifosi e come abitanti di Napoli stessa. La situazione si protrae per alcuni minuti, fino a che l’arbitro decide di sospendere la partita, anche perché in casi come questo è il regolamento a prevederlo. I cori continuano, nonostante tutto e nonostante i giocatori parlino con i loro tifosi.

Il presidente della Samp, Ferrero, decide di scendere direttamente in campo per calmare gli animi, ma anche lui riceve risposte impietose: gestacci, parolacce e insulti, anche dai bambini. Scene che negli stadi non ci augureremmo mai di vedere. E tutto questo perché? Perché probabilmente, secondo il pensiero di alcuni, il Napoli, avendo ormai perso lo scudetto, avrebbe dovuto solo far presenza a Genova, visto che alla Samp servivano punti per entrare in Europa League. Mettiamoci pure che le tifoserie di Napoli e Genoa sono gemellate e il piatto è servito! Ci si sente dunque in diritto di insultare una città e i suoi abitanti, solo per frustrazione o ignoranza, come dice Maurizio Sarri, l’allenatore del Napoli.

Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario
Fonte: telecaprisport.it

Fuori dall’Italia

Non va meglio all’estero, dove si sono vissuti addirittura attimi di panico, e dove la violenza stavolta i tifosi l’hanno commessa contro la propria squadra. Siamo ad Amburgo, come da un po’ di anni la squadra lotta per non retrocedere, anche per mantenere lo storico record di non essere mai stati retrocessi da quando la Bundesliga è nata.

L’Amburgo era stata l’unica e non scendere mai di categoria. Era, appunto. Al triplice fischio perde malamente, lo storico orologio che segna il tempo di permanenza in Bundes viene azzerato e la retrocessione ufficializzata. Ed è qui che si scatena l’Apocalisse. Le immagini sono veramente impietose: metà del campo coperto da fumo nero e poliziotti in tenuta antisommossa schierati sul terreno, pronti allo scontro. La cosa triste è che sembra uno scenario di guerra, ma è solo una squadra che esce sconfitta da una partita di calcio e i suoi tifosi che reagiscono molto, troppo male.

Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario
Fonte: calciomercato.com

Questo clima è purtroppo generalizzato. Non è passato molto tempo dalla semifinale Liverpool-Roma, in cui un tifoso irlandese, reo solo di essersi trovato in mezzo ai facinorosi probabilmente, è finito in coma. Troppo spesso ci si trova a dover commentare questi episodi, eppure questi personaggi, che si ergono a veri sportivi, con lo sport non hanno nulla a che vedere. Anche perché il vero sport cerca di dare un altro tipo di messaggio. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio naturalmente. Tra i tifosi c’è anche molta “gente per bene”.

La vera faccia del tifo

Vogliamo ricordare perciò anche alcuni episodi positivi, di tifoserie che si sono dimostrate belle fino alla fine, anche se la loro squadra non era da alta classifica. E sono scene che non vengono da campionati stranieri, per una volta. Una menzione speciale va ai tifosi del Benevento. La squadra probabilmente non aveva ancora l’esperienza per rimanere in serie A, ma si è sempre dimostrata caparbia, come i suoi tifosi. Anche durante l’ultima partita, ora che la squadra è già retrocessa, lo stadio è pieno e i tifosi sono lì a cantare e ad incoraggiare i calciatori, come se fosse la prima e non l’ultima giornata. Anche i tifosi del Crotone, che continuano a credere nella salvezza e che riempiono lo Scida, sperando che il dodicesimo uomo in campo dia quella spinta che serve.

Tifo estremo: dal troppo amore, all’odio verso l’avversario
Tifosi Benevento
Fonte: ottopagine.it

Questa settimana si conclude, avremo il tanto atteso verdetto per la Champions League, con la partita Lazio-Inter e anche il verdetto salvezza, per sapere chi sarà la terza ad andare in B, insieme a Benevento ed Hellas Verona. Speriamo solo di chiudere in bellezza anche per quanto riguarda il tifo, di vedere tifosi felici allo stadio, gente forse dispiaciuta, ma orgogliosa, perché la squadra del cuore si ama, nel bene e nel male.

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