Pirandelliana 2018: emozioni e suggestioni all’Aventino

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Pirandelliana 2018 emozioni e suggestioni all’Aventino

La Pirandelliana 2018 torna nel Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, fra interpretazioni impeccabili e vista sulla Città Eterna. Fino al 12 agosto, Pirandello e le sue maschere affollano il palco dell’estate romana.

La Pirandelliana 2018 non delude le aspettative. Costumi di scena, luci ed estrema cura degli attori sempre attenti a far cogliere ogni sfumatura dei personaggi in scena, diventano infatti protagonisti della rassegna teatrale. Una rassegna che, giunta alla XXII edizione, torna a colorare l’estate romana, proponendo stavolta “I giganti della montagna” e “Il berretto a sonagli”. E il pubblico, sempre numeroso, accoglie anche quest’anno con entusiasmo i racconti sempre attuali di Luigi Pirandello. 

Ad attirare tanti spettatori è non solo la location, ma l’atmosfera che la Pirandelliana riesce a trasmettere in poche ore di rappresentazione. Pur non facendolo allontanare di un millimetro dall’affascinante cornice Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, la compagnia teatrale “La bottega delle maschere” riesce infatti a far viaggiare il pubblico attraverso la tecnica del teatro nel teatro di Pirandello, coinvolgendolo passo dopo passo.

Pirandelliana 2018 emozioni e suggestioni all’Aventino

Finzione e realtà

Per gli amanti del teatro – e gli appassionati di quello all’aperto – emozioni assicurate, dunque, con il cupolone a far da sfondo. Tradizione e finzione, realtà e “maschere” che svelano allo spettatore quel che non avrebbe voluto vedere o saputo immaginare. Così, La bottega delle maschere diretta da Marcello Amici, riesce a portare sul palco tutto il sapore di cui l’autore siciliano ha condito le sue opere nei primi anni del ‘900. Ma rivisitato.

Pirandelliana 2018 emozioni e suggestioni all’Aventino

Ad esempio “Il berretto a sonagli” si arricchisce, nel prologo, della novella “La verità”. Pochi minuti in cui adulterio, vendetta, sofferenza, ragione e follia si riversano sul palco fino a raggiungere il pubblico. Pochi minuti in cui la Pirandelliana 2018 prende forma. Un prologo, simile nella storia ma molto diverso nelle reazioni dei personaggi, che lascia intravedere come Ciampa, Beatrice Fiorìca, il delegato Spanò e gli altri protagonisti de “Il berretto a sonagli” siano distanti da Tararà, il marito tradito che ne “La verità” uccide la moglie e confessa tutto al Giudice. Una confessione rilasciata in modo preciso, puntuale.

Tradimento, verità e apparenze

Tararà è calmo mentre, affidandosi alla ragione, tenta di nascondere l’amara sofferenza del tradimento. Una calma che non appartiene invece allo scrivano Ciampa o alla signora Beatrice Fiorìca, né ai personaggi che gravitano loro intorno.

In questo modo i due atti volano via veloci mentre gli spettatori sono chiamati a notare ogni dettaglio, da quelli inseriti sui costumi realizzati in collaborazione con i Centri Diurni Anziani Fragili “La Fata Carabina” e “Belleville” dell’ISKRA Coop. Social Onlus, fino ad espressioni, movimenti e sguardi di attori tanto immersi nella parte da restituire una sensazione di naturalezza e familiarità a chi osserva. Più di tutti Anna Varlese che riesce a catalizzare l’attenzione su Fana, serva della signora Beatrice, personaggio secondario eppure centrale per la bravura dell’interpretazione.

Una bravura condivisa che riconferma come la Pirandelliana 2018 sia uno spettacolo da non perdere.

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