Da Costa a Zidane. Var, telecamere e calcio “amaro”

Da Costa a Zidane. Var, telecamere e calcio “amaro”

Da Costa a Zidane. Var, telecamere e calcio

Riflettori sempre accesi sulla Serie A e sugli episodi sui quali riflettere, come quello con protagonista Douglas Costa durante Juventus-Sassuolo. Oggi partiamo proprio dai comportamenti che lasciano o hanno lasciato l’amaro in bocca.

L’episodio

All’Allianz Stadium va di scena Juventus-Sassuolo e quando ormai la squadra di casa sta vincendo per 2-1, avviene un episodio abbastanza spiacevole. Il calciatore della Juve Douglas Costa discute animatamente con l’avversario Di Francesco, tirandogli prima una gomitata e tentando poi di assestargli una testata. Questi primi gesti vengono sanzionati col solo cartellino giallo. Quello che però gli occhi dell’arbitro non vedono, lo vede il VAR: i due ragazzi si ritrovano a centrocampo, la discussione riprende e Douglas Costa reagisce con uno sputo in piena faccia a Di Francesco. La cabina VAR richiama l’arbitro e inutile dire che Costa si becca un bel cartellino rosso.

Dopo la partita il ragazzo si scusa sui social, ma solo con la sua società e con i suoi tifosi per il gesto compiuto e lascia intendere che la sua sia stata una reazione a determinate frasi pronunciate da Di Francesco, probabilmente di stampo razzista. Dalla parte di Costa si schiera l’ex juventino Patrice Evra, dicendogli che solo quelli come loro sanno come ci sente durante certi momenti. La piccata replica di Federico Di Francesco non si lascia attendere: due giorni dopo, anche lui via social, risponde: “Non permetto che mi vengano affibbiate frasi che non coincidono con i miei valori etici!”. Il ragazzo smentisce così le frasi razziste che gli sono state attribuite, mentre Douglas Costa non si è ancora scusato con lui e la società attende la decisione del giudice sportivo.

Precedenti

Questi gesti purtroppo non sono nuovi al mondo del calcio. Lo sputo forse più famoso della storia è quello di Totti a Poulsen. All’allora capitano giallorosso vennero comminate tre giornate di squalifica. A Costa ne toccano invece ben quattro, in quanto il giudice ha ravvisato anche l’aggressività dei gesti precedenti. La Juve decide di non ricorrere (e ci mancherebbe!), ma Costa sarà un’assenza pesante, soprattutto in vista dello scontro col Napoli.

In ogni caso, viene da chiedersi… Quanti comportamenti simili abbiamo visto e commentato? Altro “gestaccio” storico, più di una decina d’anni fa, fu la testata di Zidane che fino a quel momento era stato osannato come grande campione e chiuse la carriera in modo molto poco onorevole. Anche allora qualcuno disse che Materazzi lo aveva provocato, ma non c’è mai stato un riscontro tangibile. Allora infatti il VAR non c’era, ma l’episodio non è passato inosservato. Zidane infatti compie il gesto pensando di non essere visto, siccome l’arbitro sta seguendo l’azione che si svolge lontano da lui. Per sua sfortuna, il quarto uomo era molto vigile e lo coglie in flagrante, avvisando l’arbitro che lo espelle.

Da Costa a Zidane. Var, telecamere e calcio "amaro"

Attenzione a chi vi guarda!

In ognuno di questi casi è divampata la polemica, che ha coinvolto solo una o entrambe le parti, ma ogni volta si è detto che “ciò che accade nel campo, resta in campo”. Ed è proprio su questo che vogliamo focalizzarci. Che le sfide che si fanno in campo rimangano sul rettangolo da gioco, siamo più che d’accordo, ma ciò non vale per gesti come questi. I campi di cui si parla non sono infatti quelli in terra battuta di una terza categoria qualunque (dove comunque di questi comportamenti non dovrebbero essercene). I campi di cui si parla sono sotto gli occhi di tutti, supervisionati da milioni di telecamere e macchine fotografiche e anche quando si pensa di non essere visti, qualcosa viene comunque catturato.

Molti dei giocatori sono ragazzi e magari basta poco per reagire in modo sbagliato ed irruento, così come nel caso di Douglas Costa. Peccato però che molti di loro portino una grande responsabilità sulle spalle. La responsabilità di essere punti di riferimento per tanti ragazzini che inseguono il sogno di diventare calciatori. Questi gesti purtroppo corrono il rischio di trovare seguito, perché “Se lo fa lui, perché non posso farlo anch’io?”.

E non dobbiamo fermarci ai soli gesti antisportivi come questi!

Anche insultare l’avversario, commettere fallo per far male, insultare l’arbitro o rivolgersi male all’allenatore, sono tutti gesti da condannare. Quindi, cari calciatori delle serie più alte, ci appelliamo a voi e alle società, perché si faccia più attenzione a certi gesti e si cerchi il ragionamento e il dialogo.  Come ha risposto Massimiliano Allegri quando gli hanno chiesto dello sputo: “E’ una cosa inaccettabile! Non deve accadere! Douglas è un bravo ragazzo, purtroppo capita di sbagliare, ma ci sarà sicuramente un provvedimento della società”. Gli sbagli si commettono, si chiede scusa (a tutti!) e si cercano di evitare determinati comportamenti, per sé stessi e per gli altri.

LASCIA UN COMMENTO