Impara l’arte e mettila su Facebook

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Aiutare l’arte facendo ridere. È questo il messaggio di Stefano Guerrera, autore della pagina Facebook “Se i quadri potessero parlare…”, diventata fenomeno virale sui principali social network.

Nata poco più di una settimana fa, la pagina ha già raggiunto qualcosa come 300mila fan su Facebook e non smette di crescere. “È nato tutto per gioco”- dichiara Stefano – “ un giorno ho postato il quadro Dama con l’ermellino con sotto una didascalia divertente e Giada, una mia amica che non smetterò mai di ringraziare, mi ha suggerito di aprire una pagina”.

Tre età dell’uomo – Tiziano (Olio su tela, 1512 ca.)

Da quel giorno Stefano passa ormai tutto il suo tempo a cercare quadri da commentare, a rispondere ai suoi fan e a rispedire al mittente le critiche: “Sapevo delle enormi potenzialità di internet e del suo effetto virale, ma non credevo di doverlo vivere sulla mia pelle. C’è chi mi vede come un genio, chi mi fa i complimenti, e poi c’è chi mi accusa continuamente di copiare o di offendere la pubblica decenza. Quello che posso dire è che non sono né l’uno né l’altro. So di non aver inventato nulla, anzi, la verità è che di arte me ne intendo poco (studia ingegneria informatica ndr); faccio semplicemente quello che si faceva tra i banchi di scuola durante l’ora di storia dell’arte: commento i quadri in modo divertente così da rendere l’arte qualcosa di leggero e accessibile”. Non è un caso, dunque, che l’idea gli sia venuta proprio quando sulla rete iniziava a circolare una petizione per il ripristino dell’ora di storia dell’arte in alcune scuole: “Trovo incredibile che un paese come l’Italia, con il patrimonio artistico che possiede, faccia tagli del genere. Mi accusano spesso di essere blasfemo o di sminuire le opere artistiche, e mi rendo conto che alcuni post possano risultare un po’ controversi. Ma la mia pagina è nata per un motivo ben diverso, anzi opposto: la soddisfazione più grande è portare alcuni quadri, a mio avviso bellissimi ma poco conosciuti, all’attenzione di molti”.

A chi si chiede se ha già iniziato a fare soldi grazie alla pagina, Stefano risponde in maniera piccata: “Sono disoccupato da gennaio. In effetti sto cercando lavoro. Anzi spero che la mia pagina possa darmi una mano. Conosco bene le dinamiche della rete e non mi dispiacerebbe se quello di creare pagine di successo diventasse una sorta di impiego… ” Eppure, per il momento, ha rifiutato di inserirci qualsiasi promo pubblicitario: “Visto il successo della pagina, ho ricevuto moltissime richieste di inserire spot o banner pubblicitari. Mi hanno anche chiesto più volte di vendere la pagina. Ma non è quello che voglio. Mi piacerebbe che Se i quadri potessero parlare rimanesse quello che è, una pagina in grado di regalare qualche sorriso in un momento in cui molti fanno fatica a trovare un motivo per ridere”.

Infine ci tiene a ringraziare coloro che lo hanno aiutato a riprendersi la pagina dopo un tentativo di plagio: “Quando ho scoperto che mi avevano clonato la pagina è bastato chiedere ai miei sostenitori di segnalarlo a Facebook. Nel giro di qualche giorno la pagina in questione è stata chiusa”.

Una semplice dimostrazione, l’ennesima, di quanto potente sia la rete.

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