A sessant’anni dalla rivolta di Trieste

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Il noto storico ed ex Ambasciatore Sergio Romano ha definito la “questione di Trieste”, appendice della Seconda Guerra Mondiale sviluppatasi tra il 1947 ed il 1954, come l’ultima pagina del Risorgimento italiano. In effetti, come nel resto del travagliato percorso risorgimentale, giovani patrioti testimoniarono con il sacrificio della vita la propria volontà di essere italiani, in aperta sfida ai complessi giochi della diplomazia internazionale.

triesteLe pesantissime condizioni di pace imposte all’Italia il 10 febbraio 1947 riguardarono soprattutto il confine orientale: gran parte delle annessioni ottenute con enormi sacrifici al termine della Prima Guerra Mondiale entrarono a far parte della nuova Repubblica Federativa di Jugoslavia capeggiata da Tito, ma Trieste restò in bilico. Il capoluogo giuliano rappresentava per Belgrado un porto importantissimo, per l’Italia costituiva uno dei simboli dell’irredentismo e dell’interventismo, nello scacchiere internazionale cominciava a delinearsi la Guerra Fredda e pertanto in sede di Conferenza di Pace venne adottata la soluzione di compromesso del Territorio Libero di Trieste (TLT). Si trattava di una striscia di terra sospesa tra i due blocchi che cominciavano a contrapporsi, a sua volta suddivisa in una Zona A comprendente l’attuale Provincia di Trieste sotto Governo Militare Alleato, ed una Zona B, sotto Governo Militare Jugoslavo e con giurisdizione sullo spicchio nord-occidentale della costa istriana.

Negli anni seguenti, fra dichiarazioni tripartite anglo-franco-americane che riconoscevano la sovranità italiana sul TLT nella sua interezza, la clamorosa rottura di Tito con Stalin, l’incapacità dell’ONU di nominare il Governatore del TLT e l’esasperarsi della contrapposizione internazionale fra blocco occidentale ed orientale, Trieste rimase in bilico e l’opinione pubblica italiana seguì con passione ed attenzione l’evolversi della vicenda. Uno dei passaggi più drammatici avvenne a novembre del 1953: nei primi giorni del mese, in concomitanza con le celebrazioni per l’anniversario della vittoria italiana nella Grande Guerra, i triestini scesero ancora una volta in piazza per manifestare la propria italianità ed il desiderio di riunirsi alla Patria. Complice, però, una situazione internazionale che stava attraversando una fase di tensione, ecco che la polizia del GMA aprì il fuoco sui manifestanti e nel corso di quelle giornate di rivolta 6 pagarono con la vita il proprio amor di Patria, senza contare le decine di feriti e di contusi negli scontri.

Al fine di ripercorrere le tappe che portarono a questa tragica vicenda ed esaminarne le conseguenze, il Comitato 10 Febbraio organizza lunedì 4 novembre alle ore 17:30 a Roma presso la Biblioteca “Enzo Tortora” nel quartiere Testaccio (via N. Zabaglia, 27) la conferenza “A sessant’anni dalla Rivolta di Trieste”. Interverranno gli storici Michele Pigliucci e Lorenzo Salimbeni, l’autore teatrale Emanuele Merlino e la giornalista Carla Cace; seguirà la proiezione del mediometraggio “Novembre – Le giornate di Trieste” (prodotto da Divine Film ed Associazione Culturale Novecento, Trieste 2004).

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