Le peggiori pose su facebook. Minetti docet

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La foto è una componente fondamentale del social network creato da Zuckerberg. Spesso essa va ben oltre la sua funzione di identificazione, diventando il motivo principale per cui ci colleghiamo. Certamente non è un reato. Tuttavia, potremmo fare a meno di alcuni scatti che risultano inappropriati, nonché ridicoli, agli occhi di chi li vede.

 Il primo grande dubbio amletico che ci assale quando stiamo per postare una foto su Facebook è “Selfie o non selfie”? Autoscatto o non autoscatto? Molti optano per il primo, anzi ne fanno un vero e proprio abuso. Tutto va bene, se non fosse per alcune locations che andrebbero evitate, per il bene dell’umanità.

Prima fra tutte quella in bagno con lavandino e/o water e/o doccia in vista. Lo so, spesso è proprio dopo l’ultima pennellata di fard davanti allo specchio che noi donne ci sentiamo al top, ma è sufficiente uscire da quella stanza e posizionarsi in un punto della casa in cui abbiamo una parete bianca dietro, per non risultare inadatte. Nessuno saprà mai che davanti a noi ci sono un fratello o un padre, che guardano alienati pensando:- “Ma la pagheranno per fare questa cosa”? Risposta, no.

Una variante facilmente riscontrabile rispetto al bagno è il letto. In questo caso parte la posa da femme fatale a pancia in sotto, non senza il vestito ultra stringente da cui trabocca il davanzale anteriore, per la felicità di tutti gli amici maschi, che casualmente sono stati catturati da questo scatto. Un’avvertenza: facciamo almeno in modo che la camera sia ordinata e priva di statuine di Gesù, della Madonna o di Padre Pio sul comodino, decisamente fuori luogo.

Un altro tipo di selfie tutto al femminile è il classico “New look”, postato dopo essere tornate dal parrucchiere. Gli uomini non comprenderanno mai l’importanza di un momento carico di significato in cui saremmo in grado di salire anche sulla passerella di Victoria’s Secret, tanta è la felicità. Ma sia chiaro: il pericolo water è dietro l’angolo, perciò evitare sempre il bagno per celebrare e condividere  l’avvenimento.

Passiamo alle foto dell’addio al nubilato. Allora tutto quello che quella sera succede non deve necessariamente essere immortalato. Evitiamo di comparire su Facebook con in mano oggetti dubbi, che magari un genitore, un parente dall’Australia, un futuro amico potrebbero interpretare in malo modo. Il bello di quell’occasione sta anche nella sua segretezza. In questo caso bisogna imparare dagli uomini, che ci pensano due volte prima di far sapere ciò che quella sera succede.

Una parentesi a parte va fatta per le foto in discoteca. Quando le pubblichiamo cerchiamo di essere meno menefreghisti e avere un occhio di riguardo per i nostri amici che non sono venuti fuori proprio al top (la vita è una ruota, la prossima volta il malcapitato/a potresti essere tu). Risparmiamoci poi la serie di 50 scatti, che si differenziano solo per un braccio alzato e uno abbassato. Le foto sfocate non servono. Gli amici uomini potrebbero invece mettersi d’accordo sulla camicia da indossare, altrimenti nello scatto di gruppo in lontananza, si vedranno solo i Mojitos con un’ informe macchia bianca dietro a fare da sfondo.

Ci sono poi le classiche foto postate mentre si è in palestra. Soprattutto i vip sono dipendenti da questo tipo d’autoscatto intitolato di solito “Palestra time”, “Gym time”, “Corsetta time”. Grazie, lo sappiamo che se non ci muoviamo sopraggiungeranno cellulite e “panza” a distruggere la nostra autostima. Solo un’osservazione: ingrandendo queste foto da vicino, si scopre una realtà sconvolgente, ovvero che non sono mai sudati. Vabbè insomma, sorvoliamo.

Dovremmo infine avere pietà degli amici che riposano in terra distrutti in seguito a una sbornia. E’ proprio necessario immortalarli mentre sono in posizione fetale sul divano, oppure mentre stanno seduti con lo sguardo rivolto a terra da ore? Meglio graziarli e fare a meno della classica foto “Marco finito”, “Marco dopo tre Long Island”, “In attesa che Marco si riprende”. Quando “Marco risorto” si collegherà su Facebook, avrà un istinto omicida nei vostri confronti, ma prima ancora ce l’avrà verso di lui la sua ragazza, convinta che il moroso si trovasse  a casa a dormire. La potenza del tag può questo e altro!

Ricordiamo velocemente ulteriori scatti che sarebbe meglio evitare di condividere: quelli di guerra in cui compaiono persone a pezzi (se poco dopo ne postate uno con un piatto di pasta), quelli in compagnia di suini, ovini, caprini ed equini (messi per testimoniare il fatto che siete vegetariani/vegani), quelli della nostra laurea in cui è visibile la corona d’alloro ma non la faccia, quelli in cui fate comparire con nonchalance sigarette sospette, convinti che nessuno vi veda, quelli in cui per immortale il mare mettere in primo piano le cosce dal lettino da spiaggia (qualcuno le può confondere con due wurstel).

Un ultimo consiglio. Quando postiamo le foto dei nostri simpatici pargoletti, assicuriamoci di non avere una privacy “Pubblica”. Non si sa mai dove potrebbero andare a finire.

Detto ciò, anche io sono affetta da selfie mania. Ho scritto tutto ciò a fini terapeutici. #Sapevatelo.

A cura di Silvia Di Pasquale.

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