Massacro di Katyn

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Il 13 aprile 1943 fu annunciata  da Radio Berlino la scoperta del  massacro di Katyn.

Il massacro della foresta di Katyn o più conosciuto semplicemente come Massacro di Katyn, è un evento storico avvenuto in Polonia, nella foresta di Katyn, nella primavera del 1940, quando vennero giustiziati  circa  22.000  prigionieri di guerra polacchi, dopo il patto stipulato tra Stalin e Hitler che aveva stabilito la spartizione della Polonia tra Germania e Unione Sovietica. Inizialmente l’espressione si riferiva al massacro dei soli ufficiali polacchi detenuti del campo di prigionia di Kozielsk, che avvenne appunto nella foresta di Katyń,  a breve distanza da Smolensk. Attualmente l’espressione denota invece l’uccisione di 21.857 cittadini polacchi: i prigionieri di guerra dei campi di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov e i detenuti delle prigioni della Bielorussia e Ucraina occidentali, fatti uccidere su ordine di Stalin nella foresta di Katyń e nelle prigioni di Kalinin (Tver), Kharkov e di altre città sovietiche. Si trattava di una intera generazione di ufficiali, appartenenti alla borghesia e all’intellighenzia polacca, tutta la dirigenza militare di un paese, insieme a molti altri cittadini polacchi. I prigionieri, dopo essere stati fatti entrare in una cella, venivano immediatamente uccisi con un colpo alla nuca. Il colpo di pistola veniva mascherato tramite l’azionamento di macchine rumorose (probabilmente ventilatori). I corpi venivano quindi trasferiti all’aperto, passando da una porta posteriore e poi venivano caricati su uno dei sei camion appositamente predisposti per il trasporto. A questo punto toccava alla vittima seguente. Questa procedura venne ripetuta ogni notte, ad eccezione della festa del primo maggio. Nei pressi di Smolensk la procedura era diversa: i prigionieri venivano portati alle fosse con le mani legate dietro la schiena e uccisi con un colpo di pistola alla nuca.

Rimasto ignoto all’opinione pubblica per tre anni, l’eccidio fu reso noto al mondo intero in 13 aprile del 1943 dalla radio tedesca Radio Berlino.  Stalin, per ritorsione, decise la rottura delle relazioni diplomatiche con il governo polacco in esilio a Londra. Su richiesta del governo hitleriano e del governo polacco ( in esilio) ad aprile 1943, una commissione internazionale indipendente sotto il patrocinio della Croce Rossa Internazionale, formata da dodici esperti di altrettanti Paesi, guidata dallo svizzero Naville e della quale faceva parte anche l’italiano Vincenzo Mario Palmieri, ordinario di Medicina legale e delle assicurazioni all’Università di Napoli. Il verdetto unanime di questa commissione, basato sull’esame dei cadaveri e dei fori d’entrata e uscita delle pallottole, dell’abbigliamento invernale, dei documenti trovati loro indosso, tutti attestanti date non successive al marzo 1940, della dendrocronologia degli alberi della foresta, attribuì la responsabilità del massacro all’Armata Rossa. Naturalmente i Sovietici non accettarono tale verdetto, anzi lo presentarono come influenzato dalla propaganda nazista. Alcuni membri della Commissione furono addirittura uccisi, altri intimiditi e costretti a ritirare le loro perizie.

L‘URSS negò le accuse in tutte le maniere possibili fino al 1990, quando riconobbe l‘NKVD (un commissariato governativo dell’Unione Sovietica) come responsabile del massacro e della sua copertura. “Londra – Radio Mosca ha ammesso per la prima volta la responsabilità della polizia segreta sovietica nel massacro di Katyn. La radio ha aggiunto che da “parte sovietica si esprime il più profondo rincrescimento per la tragedia che viene giudicata uno dei peggiori crimini dello stalinismo”.

Fu sempre il 13 aprile,   ma  del 1990, che   Michail Gorbačëv porse le scuse ufficiali del suo paese alla Polonia.

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