La Barcaccia e lo scarica barile italiano

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Barcaccia scontri

Gli olandesi dicono di no all’organizzazione di un’ amichevole tra Olanda e Italia con incasso da devolvere per il restauro della Barcaccia

La proposta era partita dal Campidoglio di Roma, a farla il sindaco Ignazio Marino e l’assessore allo Sport del comune Paolo Masini: una amichevole da giocare a Rotterdam tra Olanda e Italia in modo da adoperare l’incasso per i lavori di restauro alla Barcaccia del Bernini, seriamente danneggiata dai tifosi del Feyenoord. I tempi europei si sa, sono più rapidi rispetto a quelli nostrani e la Federcalcio Olandese ha risposto declinando l’invito e lo ha fatto tramite un comunicato che sa di pernacchia: “Riteniamo che sia sicuramente deplorevole quanto successo la scorsa settimana a Roma, ma non siamo noi parte in causa in questa situazione. In questo caso si parla di sostenitori di un singolo club che si sono comportati male in un paese straniero”. Per la serie arrangiatevi, e forse non hanno neppure tutti i torti, perchè la responsabilità oggettiva è un tema sempre dibattuto nel calcio. Pensiamo che magari la società stessa del Feyenoord poteva dimostrarsi più disponibile, oppure  si poteva salire di livello e arrivare direttamente alla Uefa, massimo organo del calcio europeo. Cosa che sta tentando di fare il presidente della Federcalcio italiana, Carlo Tavecchio, che si è impegnato nel cercare fondi per il restauro del monumento chiedendo però un contributo a Fifa e Uefa. Va bene che il calcio italiano ormai non è il più ricco del mondo però sembra difficile pensare che da sola la FIGC non riesca a coprire la spesa. Poi si possono aprire tutte le questioni di principio possibili ma prima si agisce e meglio è per tutti. La spesa è ancora da quantificare, qualcuno sostiene che i tifosi olandesi abbiano fatto danni nella due giorni a Roma per un ammontare di tre milioni di euro. Sembra una cifra esagerata anche se i danni non sono  solo quelli alle strutture ma sono soprattutto quelli recati a una città, Roma, sempre più ostaggio di ultrà italiani e stranieri, di manifestazioni e di degrado.

supporters feyenoord in rome

Il caso Roma – Feyenoord ha evidenziato per l’ennesima volta che lo sport nazionale non è il calcio ma lo scarica barile. In Italia  non si riesce mai ad individuare un responsabile, e quando qualcuno sbaglia palesemente non si dimette neppure con le cannonate. E’ un fatto culturale, da questo punto di vista i Paesi del Nord Europa o il Giappone, ad esempio, ci danno schiaffi morali a destra e sinistra. Ministri che si dimettono per l’accusa di aver copiato la tesi di laurea, mentre noi invece la poltrona non là si lascia neppure nei casi conclamati di corruzione. Non si dimette nessuno neppure per un viadotto crollato alcuni giorni dopo l’inaugurazione, figurarsi su una questione di gestione dell’ordine pubblico, e gli esempi potrebbero essere centinaia. Sugli scontri di Piazza di Spagna ci limitiamo a ripetere le stesse domande: perchè si è permesso a una delle tifoserie più accese di Europa di arrivare nel centro della città? Perchè non sono stati bloccati i venditori abusivi di birra? Ma soprattutto perchè si interviene solo dopo che gli atti vandalici sono stati compiuti? Sono domande banali, ma vanno bene per ogni occasione simile, perchè questa non è stata la prima e non sarà l’ultima volta. All’estero non funziona proprio come da noi, si va da un eccesso all’altro. Come accadde ai tifosi della Lazio caricati e arrestati a Varsavia e come potrebbe accadere tra qualche giorno ai tifosi della Roma in trasferta a Rotterdam. Ci auguriamo che i 2000 tifosi giallorossi mettano da parte ogni sentimento di vendetta perchè in quel caso le pernacchie sarebbero accompagnate da sonore manganellate della polizia olandese.

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