Muore Alberto Sordi

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alberto sordi

Il 24 febbraio 2003 si spegne nella sua casa a Roma all’età di 82 anni l’attore e regista Alberto Sordi

Alberto Sordi è stato l’attore che  fatto  irrompere la modernità nel nostro cinema. Sordi non si addentra nella politica. Non sfida apertamente la censura. Non improvvisa mai. Sul set è un perfezionista. Diventa l’emblema dell’Italia del Boom, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti negativi. A differenza degli altri grandi suoi pari, i cosiddetti “colonnelli” della commedia all’italiana, non si rifà a un “tipo” consolidato (il “Miles gloriosus” di Gassman, il giullare triste di Manfredi, il mostro della porta accanto di Tognazzi), ma lo costruisce ex novo. I suoi personaggi sono fondamentalmente figli del presente. “L’Americano “a Roma Nando Mericoni esiste perché esistono gli anni ’50. Non è un personaggio della tradizione drammatica trapiantato sullo schermo. Nasce dalla “mania dell’America” del dopoguerra, dai film western, dal tip tap, dai fumetti, persino dalla neonata televisione. Potrebbe essere il padre di Oscar Pettinari, il personaggio di Verdone in “Troppo forte”. Sordi è il paradigma della differenza che separa il cinema di 40-50 anni fa da quello successivo. La comicità di oggi è innocua, ruffiana. Può fingere di non esserlo, camuffandosi sotto la volgarità o il qualunquismo. Albertone è l’emblema di una comicità che non arretrava davanti a nulla .

Alberto Sordi: l’Italia allo specchio

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