8 marzo 2015: la Festa della Donna non ferma i femminicidi

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8 marzo violenza sulle donne

L’8 marzo è appena trascorso ma in Italia non sono mancati, anche nella giornata dedicata alle donne, i casi di violenza

Stesso giorno, 8 marzo 2015, due storie opposte; mentre a Nizza di Sicilia (Messina) andava in scena lo spettacolo “Nessun’altra mai” – esplicita denuncia contro il femminicidio – a Vasto Marina (Chieti) si consumava l’ennesimo omicidio di una donna per mano del convivente, confermando che i numeri del fenomeno non accennano a diminuire.

Poco prima delle 23.00 di domenica scorsa il 113 di Vasto ha ricevuto la chiamata di Joseph Martella, di origini francesi, il quale sotto shock, confessava di aver ucciso Daniela Marchi, la convivente 53enne originaria di Roma. I due vivevano da anni nella località balneare abruzzese e proprio nell’appartamento che dividevano, a due passi dal mare, Daniela è stata strangolata. Con un cavo elettrico.

La Giornata Internazionale della Donna si apriva già all’insegna della violenza; violenza nei confronti di quel sesso “debole” che si continua a violentare per affermare un sesso che di “forte”, in casi simili, non ha nulla. Il 6 marzo, in una frazione di Città di Castello  in Umbria, è stato un colpo di fucile, esploso dal marito, poi suicidatosi con la stessa arma, ad uccidere Laura Arcaleni. Una crisi sentimentale, si dice, alla base dell’atto, come se una crisi sentimentale potesse giustificare un omicidio.

Non bastano dunque qualche fiore giallo e un augurio un giorno all’anno a risolvere il problema. Non aiuta l’idea di una Festa della Donna sempre meno ancorata al ricordo delle rivendicazioni e delle conquiste sociali, culturali ed economiche ottenute negli anni dalle donne e sempre più vicina a mera festa consumistica. Non aiuta, ancora, la sottovalutazione degli omicidi in ambito domestico: come confermano i dati dell’ultimo Rapporto Eures, aumentano infatti i numeri di donne uccise, soprattutto da partner o familiari.

cover nessun altra mai

Un fosco scenario, dunque, in cui c’è ancora poco da festeggiare. Uno scenario in cui manca ancora una vera e propria educazione all’uguaglianza, al rispetto e all’abbandono degli stereotipi culturali che hanno portato il nostro Paese ad accettare il “delitto d’onore” fino agli anni ’80 (la legge che lo abroga è infatti la 442 del 1981). In questo senso lo spettacolo messo in scena l’8 marzo dall’ActorGym al Teatro dell’Assunta di Nizza di Sicilia ha una profonda valenza. La rappresentazione, organizzata dal centro antiviolenza “Al tuo fianco”, prende spunto da un testo di Serena Dandini per svilupparsi poi in una storia in cui ogni personaggio è studiato al meglio per portare sul palco un messaggio: la violenza non include la libertà.

Dopo l’8 marzo e a seguito degli ultimi fatti, parlarne è quindi un primo, importante, passo verso la creazione di una nuova cultura collettiva condivisa.

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