21 aprile, il Game Boy conquista il mondo

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Il 21 aprile 1989 la Nintendo mette in commercio il Game Boy rivoluzionando il mondo dell’elettronica e del videogaming. Fu ritirato dal commercio solo 14 anni dopo

Quando si parla di Nintendo, è impossibile non tornare indietro nel tempo e pensare al mitico Game Boy, una delle prime consolle portatili in commercio. Era il 21 aprile 1989 e prima il Giappone poi gli Stati Uniti furono stregati da questo piccolo gioiello di tecnologia partorito dalle prolifiche menti di R&D#1 e Gunpei Yokoi.

Dalla struttura compatta e robusta, ha segnato la vita di intere generazioni ammaliate da quel piccolo schermo a cristalli liquidi e dalle tonalità di grigio su fondo verde. Il quadro comandi consiste di una croce direzionale di colore nero posizionata sulla sinistra della console, di due pulsanti viola sulla destra (“A” e “B”) e dei tasti “select” e “start” in basso al centro. Insomma, nulla in confronto ai joypad moderni che sembrano postazioni aeronautiche o da Formula 1. I giochi sono su cartucce di dimensioni contenute, adatte ad un facile trasporto. Di questi, Tetris è stato il gioco che ha inizialmente spinto le vendite del portatile di Nintendo rendendolo popolare in tutto il mondo.

Il Game Boy ha avuto il merito di segnare l’inizio della seconda serie di console portatile da parte della Nintendo, preceduta dalla Game & Watch presentata nel 1980. I suoi concorrenti principali furono il Game Gear, l’Atari Lynx e la TurboExpress. Nonostante queste console fossero tecnologicamente superiori, il Game Boy ebbe un enorme successo.

In Italia il Game Boy è stato distribuito dalla Mattel, in seguito dalla Giochi Preziosi sotto il marchio GIG Electronics.

La console inoltre è stata una delle console più longeve di sempre, in quanto è stata dismessa il 23 marzo 2003, 14 anni dopo il lancio.

Game Boy e Game Boy Color insieme hanno venduto 118,69 milioni di unità in tutto il mondo, del quale 32,47 milioni in Giappone, 44,06 milioni in America, e 42,16 milioni nel resto del mondo.

Quando fu presentato il Game Boy, anche Atari lanciò una console portatile: l’Atari Lynx. Tecnicamente superiore (schermo a colori, retroilluminazione e capacità di networking), era però più costoso e più pesante; anche la durate delle batterie era nettamente inferiore (circa 4 ore contro le 36 del Game Boy). Questi difetti le impedirono di emergere.

Nel 1991 la storica rivale di Nintendo, la SEGA, rilasciò il Game Gear. Anche questo a colori, aveva difetti simili al Lynx; tuttavia, la compatibilità con le cartucce del Sega Master System (tramite un adattatore) unita a un’aggressiva campagna di marketing che ne evidenziava la superiorità dell’hardware rispetto al Game Boy, gli garantirono un certo successo.

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