11 maggio 1912: il manifesto del futurismo

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11 maggio 1912: il manifesto del futurismo

Era l’11 maggio del 1912 quando fu pubblicato il “Manifesto tecnico del futursmo”, un documento che segnò una svolta fondamentale del movimento

Il futurismo fu un’avanguardia artistica e culturale, che si diffuse in Italia durante il XX secolo. Fondato dal poeta Filippo Tommaso Marinetti, il movimento futurista si interessò a diverse discipline, spaziando dall’arte alla letteratura, dalla scultura all’architettura, fino a toccare anche la danza, la fotografia e il cinema.L’intero programma dei futuristi si basava sul sentimento di contrarietà che questi nutrivano nei confronti della cultura dell’epoca, considerata troppo tradizionalista e appartenente a un passato ormai remoto.

Velocità, dinamismo, sfrenato attivismo, azione violenta, erano questi i pilastri su cui si sarebbe fondato il nuovo sapere del futurismo.  L’obiettivo dell’avanguardia era quindi quello di proporre il totale azzeramento della società attuale, sul quale poter costruire successivamente una nuova cultura integralmente rinnovata e del tutto innovativa.

Dopo una serie di manifesti pubblicati precedentemente, tra cui ricordiamo “Il Manifesto futurista (1909), “Il Manifesto dei pittori futuristi” e “Il Manifesto tecnico della pittura futurista” (1910), la svolta vera e propria avvenne l’11 maggio del 1912, data in cui fu pubblicato il Manifesto tecnico della letteratura futurista, con il quale gli esponenti dell’avanguardia introdussero un nuovo stile letterario, che andava a  colpire direttamente le basi di tutta la grammatica italiana.

All’interno del manifesto del futurismo furono messi per iscritto tutti i principi e le regole di questa nuova forma letteraria, la quale prevedeva la totale abolizione della punteggiatura, degli avverbi, degli apostrofi e degli accenti, eliminando così l’intero impianto concettuale, su cui la letteratura da sempre si era basata: «Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vita intensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso? … Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire i periodi. S’infischierà della punteggiatura e dell’aggettivazione. (..)e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive, olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L’irruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell’aggettivazione.».

Secondo il futurismo quindi le parole che fino ad allora componevano i periodi e le frasi non sono legate da alcun tipo di rapporto sintattico-grammaticale, tutto deve scorrere in modo naturale e dinamico, senza troppe regole che ne ostacolino la comprensione, lasciando emergere così i significati più profondi del testo.

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