17 maggio: Giornata internazionale contro l’omofobia

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I dibattiti sull’omofobia sono ancora oggi sinonimo di lotta, diritti e libertà. Un argomento che si trasforma nella maggior parte dei casi in polemica.

E’ una di quelle lotte di cui si presume l’inizio ma mai la fine. Quella che un tempo era ritenuta una patologia, un disturbo, il 17 maggio 1990 venne eliminata dalla lista delle malattie mentali dall’Organizzazione mondiale della sanità.

In molti, sia in Italia che all’estero, sono convinti che l’omosessualità si possa “curare” tramite terapie. Uno dei più convinti sostenitori di questa teoria è stato lo psichiatra americano Robert Spitzer, famoso per uno studio che considerava l’omosessualità una malattia dalla quale si poteva guarire. Nel 2003 venne pubblicata sulla rivista Archives of Sexual Behavior la “terapia riparativa”, una cura che avrebbe guarito gay e lesbiche dalla loro omosessualità. Lo studio si basa sul contributo di 200 partecipanti che raccontano il loro passaggio dall’orientamento omosessuale a quello etero, grazie a una psicoterapia che avrebbe migliorato la loro salute emotiva. Il 25 aprile 2012 Spitzer ha ritrattato chiedendo ufficialmente scusa ai suoi pazienti e a tutta la comunità, non potendosi basare su dei racconti soggettivi.

Ad oggi in 76 paesi al mondo le relazioni tra persone dello stesso sesso sono reato, in sette di questi omofobiavengono punite con la pena di morte. In moltissimi paesi le persone omosessuali sono vittime di aggressioni o di esclusioni. L’Associazione per la liberazione omosessuale Arcigay segnala numerosi omicidi di omosessuali e trans. Una stima che conta circa 150 omicidi negli ultimi quarant’anni. L’omofobia non è solo violenza fisica, è un complesso di esclusioni basate sul pregiudizio di chi non segue lo stesso orientamento sessuale, viene quindi emarginato e svalutato come essere umano. Un problema che si presenta anche in ambito scolastico attraverso il bullismo omofobico, tre persone su quattro sono vittime di ciò perché “diverse” e puntate da chi si ritiene dalla parte del “giusto”.

Tra i più influenti attivisti del movimento internazionale gay, lesbico e antirazzista ricordiamo Louis-Georges Tin che ha rivoluzionato gli studi sull’identità sessuale a livello mondiale. Nel 2003 ha curato il Dizionario dell’omofobia e nel 2005, fonda il Comitato IDAHO dando vita alla Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia che in poco tempo diventa un appuntamento internazionale di grandissimo impatto politico e culturale, un momento di riflessione per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.

Nonostante gli importanti progressi compiuti, le polemiche continuato, esistono. I punti di vista, in molti casi conflittuali, non aiutano a creare un’atmosfera serena e i pregiudizi prendono il sopravvento su un argomento così delicato. Negli ultimi anni ha generato nuove questioni relative anche alla creazione di famiglie scaturite da matrimoni tra persone dello stesso sesso. Purtroppo però tutto ciò si trasforma in veri e propri atti di violenza, nei confronti di persone colpevoli soltanto di comportarsi in maniera normale nei confronti del partner dello stesso sesso. La violenza e l’inciviltà purtroppo sono una realtà. Bisognerebbe ricordare ogni giorno ad ogni singola persona che l’essere umano ha una sua dignità inviolabile e che l’orientamento sessuale non può in nessun caso giustificare discriminazioni o violenze di qualunque genere.

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