Quindici anni fa ci lasciava il “mattatore” Vittorio Gassman, uno dei “mostri” della commedia all’italiana.

Fisico atletico, voce calda e impostata, sguardo magnetico. Se a tutto questo aggiungiamo versatilità, professionalità, dedizione e un esuberante temperamento artistico, ecco che ci 29 giugno 2000: muore Vittorio Gassmantroviamo davanti al ritratto di Vittorio Gassman, artista simbolo del cinema italiano del secolo passato.

Durante la sua vita ha vantato collaborazioni con grandi artisti italiani e internazionali, è stato protagonista di film memorabili come “Il sorpasso”, “I soliti ignoti”, “La grande guerra” ed è stato un’importante attore teatrale, prediligendo un teatro “impegnato”.

Ed è proprio con il teatro che Vittorio Gassman dà inizio alla sua gloriosa carri29 giugno 2000: muore Vittorio Gassmanera debuttando nel 1943 a Milano nella “Nemica” di Dario Niccodemi, per poi spostarsi a Roma ed approdare al teatro Eliseo unendosi a Tino Carraro ed Ernesto Calindri in un trio che rimase celebre.
Sarà con la compagnia di Luchino Visconti che Vittorio Gassman raggiungerà la maturità artistica e, solo pochi anni dopo, deciderà di lanciarsi nel mondo del cinema. Se gli anni Cinquanta e Sessanta lo vedono protagonista sul grande schermo, nei successivi due decenni appare sporadicamente anche in televisione partecipando ad alcune edizioni di Canzonissima.

Vittorio Gassman si è anche avvicinato al mondo della poesia e della narrativa pubblicando nel 1965 il romanzo “Luca dei numeri” e successivamente volumi autobiografici.

Vittorio Gassman si spegne a Roma all’età di settantasette anni, lasciando al nostro paese un testamento artistico di inestimabile valore, a cui ogni artista dovrebbe attingere. Riposa al cimitero del Verano, accanto a chi, come lui, ha fatto la storia del cinema italiano.

A cura di Margherita Romano.

 

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