Soprannominata la “Grande dama del mare”, l’Andrea Doria era tra le navi più grandi e veloci al mondo, con dipinti, arazzi, statue, ceramiche e altre meraviglie.

A causa dell’urto con un transatlantico svedese, l’Andrea Doria affondò la notte del 25 Luglio 1956 dopo 11 ore dalla collisione.stern

Il transatlantico Andrea Doria, costruito a Genova ed inaugurato il 14 Gennaio 1953, fu un orgoglio italiano, in quanto costituì un’occasione di riscatto per un’Italia reduce dalla struggente seconda guerra mondiale.

L’Andrea Doria, in grado di trasportare 1242 passeggeri, puntò soprattutto su estetica e lusso, avendo a bordo tre piscine aperte, aria condizionata in tutti i locali abitati e numerose opere d’arte.

Il transatlantico Doria prese il suo nome dall’ammiraglio ligure Andrea D’Oria e durante la cerimonia di inaugurazione fu battezzato dalla signora Giuseppina Saragat, moglie del futuro Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Il 25 luglio del 1956, doriasinkdiretta a New York, l’Andrea Doria, capitanata dal Comandante Calamai, si scontrò con la nave svedese Stockholm della Swedish America Line, in quello che fu uno dei più famosi e controversi disastri marittimi della storia. Al momento dell’impatto il comando della nave svedese era nelle mani di un ufficiale inesperto che, probabilmente, contribuì a causare un’errata lettura dei radar.

L’incidente causò la morte di 5 passeggeri della Stockholm e 46 dell’Andrea Doria, per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della nave svedese. L’arrivo del transatlantico francese Ile de France sul luogo della sciagura permise un’evacuazione tranquilla ed efficace, evitando così numerose altre vittime.

L’Andrea Doria, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò dopo 11 ore, la mattina di giovedì 26 luglio 1956, davanti alle coste statunitensi.

Il relitto dell’Andrea Doria  giace tuttora a una profondità di 75 metri.doriasink

Dopo l’incidente vi furono diverse indagini che coinvolsero entrambe le compagnie navali. Il processo si concluse con una conciliazione extragiudiziale che comportò l’obbligo, per entrambe le compagnie armatrici, al risarcimento delle vittime.

La collisione tra l’Andrea Doria e la Stockholm portò a diversi cambiamenti nel mondo marittimo, come, ad esempio, un migliore addestramento degli uomini all’uso del radar.

 A cura di Linda Pacifico.

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