31 anni fa nasceva a Messina “lo squalo dello stretto”. Una carriera ciclistica fatta di podi, fatiche e vittorie quella di Vincenzo Nibali.

Il nome di Vincenzo Nibali, in meno di dieci anni, è già entrato nella storia del ciclismo italiano e internazionale. Spinto dalla passione del padre Salvatore ad addentrarsi nel mondo delle due ruote, Nibali vince già dagli esordi: arriva secondo alla prima gara da Esordiente. Genitori, amici e pubblico capiscono presto che quell’argento non sarà una vittoria isolata. Vincenzo la conferma infatti con i 7 successi negli Allievi, le 5 corse aggiudicate nel primo anno da Juniores e il primo bronzo già nel 2002 ai campionati del mondo di Zolder.

La carriera dello “squalo dello stretto” è iniziata. Un soprannome che racchiude tutto lo spirito di Nibali: fortemente legato all’isola di nascita e sempre all’attacco quando è sul sellino. Le vittorie del 2003 ottenute nella categoria Under 23 (la sua “seconda famiglia”) permettono a Nibali di affermarsi nel settore e di esser convocato ai “piani alti”: i Campionati Europei e Mondiali. Gli anni da professionista iniziano nel 2005 quando il giovane ragazzo venuto dal Sud viene arruolato dalla Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti.

Non è più possibile non notare il campione che è in lui: i grandi team iniziano a corteggiare un professionista, che continua tuttavia a fare della semplicità la sua forza. L’anno successivo, dopo esser approdato alla Liquigas e aver ottenuto nuovi successi tra cui il Grand Prix de Ouest-France, arriva la convocazione al mondiale nella prova a cronometro. Il primo Giro d’Italia come capitano arriva nel 2008, dove si classifica undicesimo.

La svolta internazionale è alle porte: partecipa al Tour de France e ottiene la convocazione alle successive Olimpiadi, quelle di Pechino. Il 2010 è il vero anno fortunato: Nibali viene chiamato all’ultimo per sostituire nel Giro d’Italia il compagno Pellizzotti, fermato a causa di valori sospetti, e per la prima volta incrocia la sua storia con quella della maglia rosa. Dopo le diverse vittorie nelle frazioni del Giro, il podio lo accoglie al terzo posto. Il suo nome continua ad esser pronunciato tra quello dei vincitori: Giro di Slovenia, Trofeo Melinda ma, soprattutto, la partecipazione alle Vuelta spagnola.

Il 2012 è l’anno del terzo posto al Tour de France e del passaggio al team Astana; il 2013 quello della Vittoria al Giro e dell’ “argento” alla Vuelta. Lo squalo dello stretto non conosce ostacoli: nè Contador nè Froome riescono a scalfirlo. Nibali vince il Tour de France 2014 e riporta l’Italia nella storia del giro francese.
Forte, umile e votato al sacrificio Vincenzo Nibali è considerato ad oggi uno dei ciclisti italiani più forti.

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