Teletopi 2015, lo storytelling tra arte e condivisione

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Teletopi 2015

Si sono tenuti presso l’Università di Bologna, per l’ottava edizione, i Teletopi 2015, ovvero i riconoscimenti per le migliori videonarrazioni (o storytelling) in rete; sul podio anche il video “Avamposto 42” di Samantha Cristoforetti.

Raccontare è una forma d’arte che contiene in sè un enorme potenziale: non solo quello di trasportare chi ascolta in universi impensabili, ma anche di cambiare le opinioni comuni, far cessare gli stereotipi, allargare le prospettive di visione e riflessione di chi diventa spettatore “attivo”.

Questo l’obiettivo delle videonarrazioni premiate all’edizione 2015 (l’ottava) dei Teletopi, presso l’Università di Bologna. I Teletopi, ovvero gli Oscar del video storytelling in rete, per i sette anni precedenti sono stati premi dedicati alle migliori web tv italiane; ma quest’anno, sotto la supervisione del giornalista e storyteller Giampaolo Colletti, l’assegnazione ha cambiato fisionomia, puntando l’attenzione sulla videonarrazione in rete.

Teletopi 2015 e storytelling

Come sottolinea il presidente di giuria  Carmen Lasorella, “Lo storytelling che non conosceva né scuole né modelli, si è imposto come un genere naturale, che gli addetti ai lavori stanno coltivando”. E avrà nella rete e nel video il polo d’attrazione maggiore, poiché Cisco stima che nel 2019 la rete stessa sarà attraversata da circa un milione di minuti di contenuti video al secondo, il 79% del traffico dati globale.

Ad avviare la ricerca delle esperienze in rete  gli studenti del laboratorio di social web tv del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna; ad esaminare le videonarrazioni finaliste, una giuria formata da esperti e critici televisivi come Cinzia Bancone di “TV Talk”, Alessandra Comazzi de “La Stampa” o Gabriele Di Matteo di “Repubblica”.

Teletopi 2015 e storytelling

Nell’assegnazione dei Teletopi 2015 si sono costituite quattro diverse categorie, ognuna con un diverso ruolo; per la categoria “brand video storytelling” riceve il premio “Pensinsula talks”, rivista interattiva promossa da TIM al fine di raccontare le storie di persone in grado di reinventare il made in Italy, per aver declinato le eccellenze italiane sfruttando al meglio il potenziale del digitale.

Per ciò che riguarda la categoria “community video storytelling”, viene premiato “Rockin ‘1000”, ovvero un appello alla rock band dei Foo Fighters che ha coinvolto ben mille musicisti in un’esibizione collettiva e che ha fatto il giro del mondo, riuscendo a convincere la band a realizzare un concerto in Romagna.

Nell’ambito del “social video storytelling”, spopola “Status”, la web serie sul no profit ispirata ai racconti dei volontari di CEFA Onlus, storica Ong di Bologna. La serie, attraverso una narrazione avvincente che tocca uno dei temi chiave dell’agenda politica, racconta le avventure di Fortunato, un giovane spregiudicato, che per amore lascia la carriera di spacciatore per tentare di diventare il cooperante perfetto di una missione in Albania.

Per ciò che coinvolge il settore del “news video storytelling” vince “La resistenza di Norma”, il lungometraggio di Corriere tv che, nato dalle cinque puntate della web serie su Norma Parenti, giovane partigiana e medaglia d’oro al valor militare, uccisa a soli 23 anni dai nazifascisti, attraverso il linguaggio ha saputo coniugare il passato e il futuro attraverso una narrazione eroica e attuale.

Tra le menzioni speciali, oltre a “IMILANESIsiamoNOI”, mosaico digitale per raccontare Milano attraverso le storie e i volti di milanesi, e” #AndareLontano”, lo storytelling del primo giorno di scuola promosso da Telethon, svetta su tutti “Avamposto 42”, la videonarrazione dell’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, per aver reso notiziabile ad un pubblico allargato la materia scientifica e le nozioni legate al viaggio nello spazio, il tutto con un taglio personale e divulgativo.

Raccontare quindi, per rendere accessibile al mondo la propria verità, sfidando le distanze a portata di click.

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