Il 30 gennaio del 1972 è conosciuta in Irlanda del Nord come la Bloody Sunday di Derry, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico apre il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili.

Bloody Sunday (in gaelico: Domhnach na Fola), letteralmente “Domenica di sangue”, è il termine con cui si indicano gli eventi accaduti nella città di Derry, Irlanda del Nord, il 30 gennaio del 1972. Tredici persone, la maggior parte delle quali molto giovani (di cui sei minorenni), vengono colpite a morte, mentre una quattordicesima muore quattro mesi più tardi per le ferite riportate. Due manifestanti rimangono feriti in seguito all’investimento da parte di veicoli militari.

A partire dalla fine degli anni sessanta il clima politico dell’Irlanda del Nord era divenuto assai violento a causa del conflitto che opponeva i sostenitori dell’appartenenza della provincia al Regno Unito ai fautori della riunificazione dell’Irlanda. I primi, detti unionists, nome in genere usato per indicare i protestanti della classe media, costituivano i due terzi della popolazione nordirlandese. I secondi, detti nationalists o republicans, erano cattolici o di nascita cattolica, discendenti degli antichi irlandesi, ed erano il restante terzo della popolazione ma anche la grande maggioranza sull’intera isola.Bloody Sunday

La vita civile viene costantemente sconvolta dagli scontri di piazza che oppongono i giovani protestanti e cattolici, e questi ultimi ai reparti antisommossa dell’esercito britannico e della polizia. Fra le tante norme speciali emanate dal governo unionista di Stormont  per cercare di far fronte a una situazione sempre più difficile, una in particolare suscita sdegno e opposizione tra i cittadini cattolici nazionalisti, ed è quella che prevede l‘internment, ovvero la possibilità per le forze di polizia d’imprigionare una persona a tempo praticamente indefinito, solo con l’approvazione del Ministro degli Interni dell’Irlanda del Nord, senza processo.

La situazione era tale che già centinaia di nordirlandesi in gran parte repubblicani si trovavano in carcere senz’alcuna prospettiva di esser rinviati a giudizio oppure rilasciati; la manifestazione di Derry  era organizzata dalla NICRA  e in realtà era solo una delle tante che si tenevano nell’Irlanda del Nord  per protestare contro questa negazione di basilari garanzie procedurali. I paracadutisti, comandati dal Colonnello Wilford, con l’ ordine di disperdere la manifestazione, in realtà aprirono il fuoco. La sparatoria durò qualche minuto, e alla presenza di giornalisti e fotoreporter, si vide la folla disperdersi nel tentativo di sfuggire alle pallottole.Sunday Bloody Sunday

Una commissione d’inchiesta governativa, affidata a Lord Widgery, viene nominata per valutare i fatti del Bloody Sunday. Questa commissione decide per nessuna condanna, accogliendo pienamente la tesi difensiva dei militari, secondo i quali questi non avrebbero attaccato per primi, ma avrebbero solamente risposto al fuoco. Dell’accaduto, pur se definito unanimemente “strage”, non vengono perciò rintracciate responsabilità penali.

Il primo tra tutti a dedicare una canzone a tale drammatico evento è stato Paul McCartney con “Give Ireland Back to the Irish” pubblicata il 25 febbraio 1972, seguito da John Lennon nel giugno dello stesso anno, con “Sunday Bloody Sunday”. Successivamente, nel 1983, il gruppo degli U2  ha dedicato ai fatti la celebre canzone con l’omonimo “Sunday Bloody Sunday”.

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