Era il 15 aprile 2010 quando Raimondo Vianello, icona del varietà televisivo, si spegne all’età di 87 anni.

In coppia con la moglie Sandra Mondaini, Raimondo Vianello ha fatto negli anni la storia della televisione italiana, trasformando la sit-com Casa Vianello nella casa più famosa e longeva del piccolo schermo, oltre che la più divertente e amata dal pubblico.

Nato a Roma il 7 maggio del 1922, cresciuto a Spalato, bersagliere volontario, la sua adesione alla Repubblica di Salò, gli costa la detenzione nel campo di prigionia di Coltano, vicino Pisa, in compagnia di altri celebri personaggi, come Walter Chiari ed Enrico Maria Salerno.

Se fosse possibile riassumere la vita di un’artista dello spessore di Vianello in poche righe, scriveremmo così: Humor di tipo britannico, sottile e pungente, una vita dedicata alla televisione, diviso tra Rai e Mediaset, e un grande amore durato oltre cinquant’anni.

Protagonista della commedia all’italiana, con la sua ironia sempre garbata, dai toni mai irriverenti, negli anni ’50, dopo il teatro di rivista con Garinei e Giovannini, passa al cinema come caratterista. Un debutto in sordina, il suo, che però non pregiudica il grande successo che arriverà subito dopo in televisione con Ugo Tognazzi nel programma Un due tre. Proprio il connubio artistico con il grande attore si è rivelato anche quello il più significativo. Vianello era anche un grande appassionato di calcio, spesso opinionista in trasmissioni sportive dedicate al pallone, non aveva mai nascosto la sua simpatia per l’Inter. Memorabile ancora oggi la sua conduzione di Pressing.

Nel 1962 sposa, nella chiesa di San Giovanni a Porta Latina, a Roma, l’attrice e soubrette Sandra Mondaini, conosciuta nel 1958 grazie a Elda Lanza, prima presentatrice Rai. Da allora, formano una coppia nella vita e nel lavoro. Nella sua carriera anche una conduzione del Festival di Sanremo, nel 1998. E poi l’ultimo lavoro, sempre insieme alla moglie, il film per la tv inedito Crociera Vianello, per Canale 5.

Lo chiamavano zio, ma per loro era come un padre. È toccato ai figli della coppia filippina che viveva con i coniugi Vianello, Gianmarco e Raymond, pronunciare in chiesa l’ultimo saluto al conduttore,  prima della sepoltura nella tomba di famiglia presso il cimitero del Verano.

Dopo 5 mesi dalla sua scomparsa, a settembre dello stesso anno, se ne andrà anche Sandra, malata da tempo, e ormai straziata dalla perdita del compagno di una vita.

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