Mia Martini, una delle cantanti più amate e famose del repertorio italiano, ci lascia in dono la magia della sua voce, il tormento delle sue parole e l’intensità dei sentimenti che riusciva a scatenare.

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, è considerata insieme a Mina una delle più belle voci femminili italiane. La sua è una storia tormentata, fatta di alti e bassi e anche ricca di pettegolezzi ed avvenimenti scabrosi. La costante di questo intreccio è però la sua voce che riuscì a conquistare con il suo fascino artisti di ogni calibro, come il francese Charles Aznavour, che riuscì ad averla come sua partner per una serie di concerti nei più grandi teatri d’Europa.

Ma la carriera di Mia Martini iniziò molto prima quando nel 1963 Carlo Alberto Rossi, produttore dell’epoca, la lanciò come ragazza yé-yé, seguendo la moda di quegli anni, e lanciandola con il nome di Mimì (diminutivo con cui la chiamavano amici e parenti) Bertè ma questa veste le stava stretta addosso e non si addiceva al suo animo, che non vedeva l’ora di trovare la sua dimensione per venir fuori.

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Mia Martini, lanciata come ragazza yé-yé

Infatti, bisogna aspettare il 1971 perché la cantante passi alle scene con il nome con cui la conosciamo tutt’ora, Mia Martini. “Oltre la Collina” è il suo primo album e fu l’iniziò di un grande successo. Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone “E non finisce mica il cielo”; in quell’occasione vinse il premio della critica istituito appositamente per lei, ecco perché porta tutt’ora il suo nome.

Gli anni successivi furono molto difficili, sia per la relazione tormentata con Ivano Fossati – sue le parole “Tentavamo di lasciarci, senza mai riuscirci..” – sia per le maldicenze che nacquero in seno al mondo dello spettacolo e la ostacolarono per diversi anni. Persino alla Rai credevano che lei portasse sfortuna e che mandando in onda le sue canzoni potesse esserci un improvviso salto della corrente o un cortocircuito.

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Mia Martini e Ivano Fossati

Ma Mia Martini non si diede per vinta e tornò sotto le luci della ribalta con un consenso ancora maggiore. Era il 1989 quando tornò al Festival di Sanremo con la canzone “Almeno tu nell’universo”. Tre anni dopo nel 1992 tornò sul palco dell’Ariston con “Gli uomini non cambiano”, canzone che arrivò al secondo posto e che gli permise di partecipare all’Eurofestival in Svezia.

Nel 1995 aprì entusiasta una nuova tournée al fianco di Mimmo Cavallo e la sua band, la donna soffriva già da tempo di un tumore all’utero per il quale non si volle mai operare e nel tempo, proprio durante le tappe del tour, era stata ricoverata per gravi segnali di malessere, che però furono ignorati.

La sua morte avvenuta il 12 maggio 1995 è ancora avvolta dal mistero: fu ritrovata dopo due giorni dal decesso nell’appartamento a Cardano al Campo, nel Varese. La causa della morte è legata ad un arresto cardiaco, probabilmente per uso di stupefacenti. Dopo anni, però, la sorella Loredana Bertè gettò ancora un ombra su questo strano caso, accusando duramente il padre di averla portata alla morte.

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Mia Martini e Loredana Bertè

La figura di Mia Martini è estremamente particolare, così come lo è il graffio malinconico della sua voce. Secondo la cantante era impossibile riuscire ad amare senza soffrire, ed era altrettanto improbabile riuscire ad emozionare il pubblico senza aver vissuto sulla propria pelle certi sentimenti e certe sensazioni. E il dolore, come anche le gioie e le consapevolezze acquisite negli anni dalla cantante sono rintracciabili in ogni sua nota e in ogni parola delle sue canzoni, tanto che queste rimangono immuni dalle intemperie del tempo.

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