Il 14 maggio 1955 viene firmato il Patto di Varsavia, alleanza militare tra i Paesi sovietici contrapposta al Patto Atlantico.

Nel mese di maggio dell’anno 1955 i Paesi Sovietici hanno costituito il Patto di Varsavia, contraltare dell’occidentale NATO.

Tramite il Patto di Varsavia, una vasta e capillare rete di consiglieri sovietici si è assicurata un controllo diretto di Mosca sui Paesi subordinati, riducendo al minimo i rapporti orizzontali tra gli Stati di quella determinata area geografica. Per capire a fondo come si è arrivati al Patto di Varsavia è però necessario un balzo indietro nel tempo.

Il 28 settembre e il 3 ottobre del 1954, a Londra si è riunita una conferenza in cui sono state prese tre importanti decisioni: la fine dell’occupazione militare della Germania federale; l’ingresso di quest’ultima nell’alleanza atlantica; la creazione di un’unione europea politico-militare.

L’Unione Sovietica è rimasta esclusa da una politica di coesistenza, anche a causa dell’intransigenza dimostrata circa l’unificazione delle due Germanie. Di conseguenza la soluzione del problema tedesco presa dagli occidentali è stata intesa dall’Unione Sovietica come una sfida.

Il Patto di Varsavia del 14 maggio 1955 è stato elaborato e sottoscritto da Nikita Chruscev, segretario del PCUS ossia il Partito Comunista dell’Unione Sovietica, e prevedeva non solo l’integrazione militare dei Paesi aderenti ma anche consultazioni e l’assicurazione di difesa in caso di attacco.

Il dopoguerra si era infatti concluso finendo da entrambi i lati della cortina di ferro, senza però vedere una reale soluzione al problema tedesco.

Difatti la Germania federale ha continuato a sentirsi l’unica legittima rappresentante della nazione tedesca, fondando su questa tesi la propria politica estera, in cui è stato determinante l’appoggio degli alleati atlantici.

Il Patto di Varsavia nasce quindi proprio in risposta a questa situazione. Mentre però il Patto Atlantico è rimasto operante negli anni, quello di Varsavia ha visto la sua fine con il crollo dell’Unione Sovietica, precisamente nel 1991.

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