Il sapore dell’Andalusia nel Gazpacho tradizionale di Cadice

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Dalla cucina locale si può gustare parte della storia e della tradizione e non smetterò mai di assaggiare quello che hanno da offrire i luoghi che visito, perché questo mi fa sentire in contatto con essi e contribuisce a farmi avvicinare alla vera essenza del viaggio.

Sento il sole di Cádiz riscaldare intensamente la pelle mentre percorro le strade della più antica città abitata d’Europa.

La sabbia nella Caleta, la spiaggia principale della città, è calda e il contrasto con l’acqua fredda dell’oceano è quasi piacevole.

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Cadice, nata grazie ai Fenici, si affaccia sull’Oceano Atlantico e dopo la scoperta dell’America diventò la città più ricca e cosmopolita della SpagnaCristoforo Colombo la scelse come porto preferendola a Siviglia per il suo secondo viaggio in America.

Passeggiando tra le strade della città Andalusa assaporo l’architettura moresca, l’aria dell’antico impero romano, il fascino dell’edilizia coloniale e i vicoli medievali.

I tetti si diversificano passando da forme appuntite a cupole tonde fino agli edifici moderni che mostrano la trasformazione di una città che ha saputo adattarsi alla storia del suo territorio.

Il Gazpacho Andaluz Tradicional: il sapore dell’Andalusia

Cadice è il luogo ideale per poter gustare un tipico piatto dell’Andalusia, la zona geografica a sud della Spagna chiamata il granaio di Roma dagli antichi Romani che vide anche una forte dominazione araba.

Mi avevano parlato di una zuppa ed ero desiderosa di provarla!

Ordino il Gazpacho Tradizionale dopo essermi seduta nei pressi di un locale in una piazzetta, ad un tavolino sparuto lontano dall’ingresso.

Mi portano un bicchiere gigante con dentro un liquido freddo. A prima vista mi sembra una spremuta d’arancia e quasi rimango delusa.

Non vedo posate (del resto è un bicchiere…immagino di doverlo bere!).

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Già Virgilio ne parla raccontando di un preparato che serviva a rinfrescare durante le pause di lavoro i mietitori, egli cita fin’anco la ricetta: allia, serpyllumque, olentes contundit herbas. Una ricetta simile ma non uguale a quella odierna che invece è stata modificata dopo l’ingresso in Andalusia di alcuni ingredienti portati dall’America come il pomodoro.

Ne esisteva anche un tipo, denominato “blanco” che non include gli ingredienti post scoperta dell’America e che veniva molto usato durante la dominazione araba e ancora oggi in molti luoghi è consumato. Il gazpacho nella variante araba è composto da 4 spicchi d’aglio, mandorle, briciole di pane, aceto, uova, fagioli secchi, olio, sale, acqua e guarnito con un po’ di mela tritata.

Nel corso del tempo gli ingredienti furono aggiunti e tolti a seconda dei gusti del periodo.

Il gazpacho tradizionale nella sua storia, custodisce una mescolanza di culture e popoli, che è la storia stessa dell’Andalusia e della sua gente, da sempre abituata alle invasioni e ad adattarsi a nuovi usi e costumi creandone altrettanti originali.

Il Gazpacho, da sempre appartenuto alle persone comuni e quasi mai inserito nella cucina di “palazzo”, ha il sapore della semplicità.

E’ una zuppa fredda ed è ideale con il clima di questi luoghi caldi e afosi. Permette di idratarsi e di reintegrare i sali minerali in modo semplice. Un compromesso perfetto un tempo per gli agricoltori, che avevano bisogno non solo di sfamarsi con poco ma anche di cibarsi di qualcosa di facilmente digeribile per rimettersi al lavoro.

Il colore di questa zuppa fredda mi ricorda la storia di questi posti; l’arancione l’ho sempre associato al mio viaggio in Andalusia, un colore caldo ma anche romantico, un colore che racchiude il giallo del sole ma anche il rosso della passione della gente che ho incontrato.

Ma cosa sto bevendo?

Decido di berlo, un po’ impaurita come tutti quelli che sanno che nella pietanza è stato aggiunto il tanto temuto AGLIO!

Distinguo il sapore dei suoi ingredienti che si amalgamano alla perfezione: i pomodori maturi, il peperone verde, il cetriolo, l’aglio, l’olio extravergine d’oliva, un po’ di aceto di sherry, acqua salata.

E’ tutto dosato nelle quantità giuste e non si sente né più uno né più l’altro ingrediente.

Non mi pento di aver ordinato il tradizionale Gazpacho Andaluz e di aver assaporato con esso una parte del mio viaggio a Cádiz.

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