Hibiscus syriacus: arbusti in fiore per tutta l’estate

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Colori, profumi e varietà di piante.. L’estate porta con sé l’Hibiscus syriacus. Chicche e fiori che sembrano di seta, non solo per appassionati.

Originario di una fascia ideale che congiunge l’India con la Cina, Hibiscus syriacus  (famiglia delle Malvaceae), da anni si è naturalizzato in tutta Italia, indifferente al tipo di terreno, incurante di clima caldi o freddi, piovosi o siccitosi.

E’ un arbusto alto sino a tre metri e molto ramificato fin dalla base, tanto che, pur essendo caducifoglio, è utilizzato per formare siepi divisorie, barriere autostradali, recinzioni cittadine o campestri.

siepe fiorita di ibisco

Negli anni Sessanta e Settanta non c’era giardino che non ne ospitasse almeno un esemplare, perché frugale e fiorito da luglio ai primi geli: erano poche le piante a fioritura estiva allora conosciute.

In seguito l’ ibisco siriaco, noto nel vivaismo inglese come “Rose of Sharon”, ha attraversato un periodo di oblio: erano gli anni dell’introduzione sul mercato florovivaistico di piante nuove e rare, di chicche per collezionisti botanici ed appassionati del verde.

Ma dal Duemila grazie all’impegno di nuovi ibridatori, per lo più francesi, sono nate varietà rustiche di Hibiscus syriacus tanto quanto le specie, in tutte le sfumature dal rosa al porpora e dal bianco al blu (esclusi i toni del giallo), a fiore semplice, semidoppio o doppio, tutti sempre a cinque petali; essi crescono all’ascella delle foglie sui rami dell’anno, e la loro durata non supera in genere le quarantotto ore.

La pianta non presenta particolari problemi di coltivazione, adattandosi a qualsiasi suolo, compresi quelli pesanti e calcarei, grazie all’apparato radicale ramificato e profondo; anche per quanto riguarda il clima, sono in grado di vivere in tutte le regioni d’Italia, adattandosi ai microclimi estremi, con range di tolleranza -15 C/+ 40 C.

Le irrigazioni devono essere costanti i primi anni dall’impianto; sono poi sufficienti sporadiche in annate particolarmente siccitose.

Per fiorire abbondantemente richiedono sole pieno o almeno sole per mezza giornata.

Per quanto riguarda la potatura, a fine inverno ci si limita a tagliare i rametti apicali, allo scopo di far si che il portamento sia più morbido.

La moltiplicazione amatoriale dell’ibisco avviene principalmente per talea semilegnosa in luglio, con rametti lunghi circa 15 cm, da piantare in un substrato ricco da tenere costantemente umido; in alternativa si procede per seme, interrandolo in primavera, ma non sempre così si ha la garanzia di conservare le caratteristiche della pianta madre.

In campo vivaistico, per riprodurre le varietà, si ricorre più spesso a innesto a cuneo apicale sulla specie-tipo, che funge da portainnesto (quest’ultimo avente in genere due-tre anni).

Varietà nuove degne di nota, a fiore doppio o semidoppio, da inserire in giardino o su balconi o terrazzi sono:

  • toni del bianco: “ELEONORE”, “ADMIRAL DEWEY” E “WHITE CHIFFON”
  • toni del rosa: “ARDENS”, “LADY STANLEY” E “PINK CHIFFON”
  • toni del violetto: “DUC DE BRABANT”, BLUE CHIFFON E “”FREEDOM”

Spesso su una stessa pianta sono innestate più varietà, ottenendo così a volte anche un piacevole effetto tricolore.

ibisco tricolore

Per quanto riguarda i costi orientativi, una pianta delle suddette varietà, alta 30-40 cm, in vaso di 16-18 cm di diametro costa circa 8-10 €; una pianta alta 1,20 mt, in vaso di 28 cm di dametro, costa invece intorno ai 28-30 €.

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