Etna: il vulcano dei vulcani, patrimonio Unesco

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eruzione 2014 etna

Con la sua presenza imponente ed inquietante l’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa domina l’itera Sicilia orientale.

Il vulcano Etna, conosciuto a livello locale come Mongibello (fusione delle parole arabe e latine gibel e mons, entrambi significanti montagna), è emerso dal mare circa trentacinquemila anni fa, fino a raggiungere l’attuale altezza di 3329 metri s.l.m., il che lo rende vulcano attivo più alto d’ Europa (il più alto quiescente appartiene invece alla Spagna, il Pico do Teide, a Tenerife).

La sua notorietà, la sua importanza scientifica ed i suoi valori culturali e pedagogici sono di importanza mondiale secondo l’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ educazione, la scienza e la cultura.

La zona, classificata dall’Unesco come patrimonio mondiale, fa parte del parco dell’ Etna, creato nel 1987, con 21 località al suo interno per un totale di cinquecentonovanta chilometri quadrati; nell’includerlo nel Patrimonio dell’Umanità nel 2013, la decisione (criterio VIII) è stata motivata sostenendo che:

“i crateri della vetta, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove fanno dell’Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’istruzione”, e che il vulcano “continua ad influenzare la vulcanologia, la geofisica e le altre discipline delle terra”.

“A Muntagna”, così scherzosamente chiamata dai vicini catanesi, ha una attività vulcanica effusiva documentata da almeno duemilasettecento anni: eruzioni e fumate (praticamente ininterrotte), lava e lapilli, nei secoli sono stati fonti d’ ispirazione per racconti leggendari e favolosi sul vulcano, che spesso affondano la loro origine nel mito.

eruzione 2014

Proprio Efesto, dio del fuoco ed abile fabbro, fissò secondo la mitologia greca la sua dimora nelle viscere del vulcano.

Anche Eolo, Dio dei venti, fece più volte visita alla montagna, imprigionandovi i venti del mondo.

Il paesaggio circostante che ben poco ha di terreno, non poteva non far pensare nell’antichità al mondo dell’aldilà, ed infatti i greci fissarono il Tartaro, mondo dei morti, sotto le sue pendici.

Nota anche la presenza del ciclope Polifemo all’interno dei suoi cunicoli.

I più recenti racconti popolari d’ età cristiana vedono la veneratissima S. Agata come  protettrice dei catanesi contro le eruzioni laviche; non è raro che queste ultime causino la temporanea chiusura dell’ Aeroporto Internazionale di Catania Fontanarossa, per via della coltre di fumo e cenere che si leva in aria in altitudine in tutta la zona circostante.

Il parco dell’ Etna è un’area aperta, visitabile in qualsiasi periodo dell’ anno; all’interno di esso è presente una fitta rete di sentieri che si sviluppa in gran parte su colate laviche recenti e storiche, in aree boschive e rurali, tutti però con pendenze mutevoli conseguenti alle morfologie dei luoghi.

Il centro visite del parco, dove reperire tutte le informazioni per la visita, si trova a Fornazzo, a circa 800 metri di quota sul versante orientale della montagna; in automobile dall’autostrada A18 (Messina-Catania) si può invece uscire a Giarre e poi proseguire per Milo-Fornazzo.

Molti operatori organizzano escursioni guidate sui crateri ed in altri luoghi dell’ Etna, fra tutti da segnalare Etna Sicily Touring; i prezzi variano da 40 a 65 € a seconda della durata, del periodo,e se sono previsti solo tratti a piedi o anche in fuoristrada.

Sia che si arrivi con mezzi pubblici o con privati, l’ascesa alla zona dei crateri parte dal Rifugio Sapienza (1923 m.s.l.m.), a cui si arriva facilmente prendendo la funivia dell’ Etna, per poi proseguire fino alla torre del filosofo (2920 m.s.l.m.).

Etna volcano funicular

Per chi vuole optare per una passeggiata più tranquilla sulle pendici settentrionali (non servita però da nessun mezzo pubblico) perfetto il Piano Provenzana e l’ estesa Pineta Ragabo, esteso bosco con pini, betulle e larici; dal punto di vista botanico è segnalata la presenza di una specie endemica di qui, la ginestra dell’Etna (Genista Aetnensis).ginestra etna

Infine, un bel modo per godersi i paesaggi dell’ Etna comodamente seduti in poltrona è salire a bordo di un trenino della Ferrovia Circumetnea: partendo da Catania, raggiunge in due ore Randazzo (biglietto solo andata 5 €), distante 114 chiometri sulle pendici settentrionali, con soste lungo il tragitto in numerose piccole cittadine, tra cui Bronte, famosa per la coltivazione dei pistacchi, ed offrendo spettacolari vedute.

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