Berlino, cosmopolita ed avvincente città tedesca

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IL muro è il tema che abbiamo scelto questo mese su Openmag. In questo articolo parliamo di Berlino ed il suo simbolo.

A ventisette anni dalla rinascita seguita alla caduta del Muro, la città è un mix vincente di glamour e spirito indomabile.

L’afflusso di artisti da ogni parte del mondo sta trasformando Berlino in  un calderone culturale, dove si forgiano le mode del futuro, come fu New York negli anni ottanta.

Ciò che attira qui è il leggendario spirito di tolleranza, apertura e sperimentazione: questo aspetto di città, che detta le mode, è una novità ed un trionfo per Berlino, che si è sempre trovata impigliata nelle maglie della storia: culla di una rivoluzione, centro nevralgico del nazismo, distrutta dalle bombe, divisa in due e poi riunita.

Simboli come il Reichstag, la Porta di Brandeburgo, il Checkpoint Charlie sono ciò che rimane del Muro, quasi come ci trovassimo di fronte un libro di storia a tre dimensioni.

Forse è proprio per il suo ingombrante passato che Berlino si è gettata con tanto abbandono nelle braccia del futuro, eppure, a dispetto del suo ritmo spesso frenetico, la città funziona a misura d’uomo: i trasporti pubblici sono efficienti, le strade sicure ed il conto del ristorante in altre città basterebbe appena per gli aperitivi.

L’East Side Gallery : i fantasmi della guerra fredda sul muro

Il 9 novembre 1989 la maggior parte del Muro venne rapidamente smantellata dopo il crollo, in una sola notte, tanto quanto fu impiegato per la sua costruzione.

Ma lungo la Muhlenstrasse rimase un tratto lungo poco più di un chilometro (dei centocinquanta originari), che oggi prende il nome di East Side Gallery: più di cento murales colorati la rendono oggi la più grande galleria d’arte all’aperto del mondo.

Piuttosto ironico il fatto che l’attrattiva più famosa di Berlino sia qualcosa che non esiste più o quasi.

Nel 2009, in occasione del ventennale della sua caduta, un tratto è stato completamente ristrutturato, chiamando decine di artisti, di ventuno paesi, ad esprimere al meglio le proprie capacità, mediante slogan politici e stupefacenti visioni artistiche.

La mia visita a questo pezzo di storia nel febbraio di cinque anni fa, è stata molto toccante: la visione di questo enorme spazio espositivo, porta alla mente ciò che è stato studiato sui banchi di scuola, e come esso possa essere stato per anni  potente strumento di divisione tra la popolazione della città.

La passeggiata che si snoda lungo il muro che costeggia la Sprea, il fiume della città, rischia però di scomparire per lo sviluppo edilizio dei beach bar lungo la sponda, il più famoso dei quali, l‘Oststrand, regala relax di giorno, e musica e divertimento la notte.

 

Il muro sembra quindi essere quasi un lontano ricordo (eppure una presenza e un ricordo ancora ingombrante) per questo nuovo, grande, calderone culturale.

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