Rino Gaetano: storia di un cantautore irriverente

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rino gaetano: storia di un cantautore irriverente

Torna la rubrica “Appuntamento con la musica”. Questo mese su Openmag parliamo di “novità” e allora abbiamo voluto ricordare Rino Gaetano, la sua ironia e i suoi racconti in musica.

“Io scriverò, se vuoi perché cerco un mondo diverso, con stelle al neon e un poco d’universo…”

Quel mondo diverso Rino Gaetano lo ha fissato nelle sue canzoni: parole e musica evidentemente controcorrente. Soprattutto in un periodo in cui ironia sociale, nonsense e ballate intense – alternate a testi scanzonati – hanno creato il mito di un cantautore fuori dagli schemi.

“Mi alzo al mattino con una nuova illusione…”

Rottura col passato e novità lanciate come folate di vento irriverenti: questo il sapore delle canzoni di un personaggio non faceva appelli alla rivoluzione ma sapeva portare con sé il racconto di una realtà colta sempre partendo dai particolari più realistici.

Mentre il cielo “dipinto di blu” di Modugno ancora riecheggiava, fissato nell’immaginario musicale degli anni successivi, Rino Gaetano lo spazzava via per trasformarlo in uno “ancora più blu” nonostante le difficoltà; un grido di speranza cantato, ancora una volta, a modo suo. Proprio quella voce graffiante, dall’estensione vocale imperfetta che lo aveva portato a cucirsi addosso il ruolo iniziale di autore, è invece quello che fa dei suoi manifesti dissacranti racconti di vita in musica ancora attualissimi. Testi ermetici, ironici o di denuncia portati in scena da un quasi-attore della porta accanto.

rino gaetano: storia di un cantautore irriverente

“Abbasso e alè…”

Così, quando arriva il momento del “grande palco”, a differenza della gioia provata da qualsiasi artista, per Rino Gaetano si apre la crisi. Come affrontare quel Sanremo troppo perbenista per accettare il brano Nuntereggaepiù ma pronto a lanciare tesi e illusioni, coccodrilli e dottori pur di mostrare di essere al passo coi tempi che cambiano? Ecco allora che, nonostante le telefonate degli amici e l’avversione dei fan rispetto alla sua partecipazione, Rino Gaetano decide di comprare il biglietto per la popolarità. Ma, ovviamente, lo fa da Rino Gaetano.

Sanremo 1978

Quel ragazzo che porta il suo Sud in tutte le sue canzoni, che vive a Roma da una vita ma non dimentica la sua terra, passato dal palcoscenico teatrale a quello del Folkstudio, è pronto. Pronto per portare sul palco dell’Ariston molto più di una melodia orecchiabile che parla di una ragazza che “non perdeva neanche un minuto, per fare l’amore”. Così, Salvatore Antonio Gaetano, condisce di un sapore nuovo quella canzone che amava poco e trasforma i pochi minuti di esibizione in uno spettacolo colorato. Si presenta armato di frac, cilindro, scarpe da ginnastica, una chitarrina per accompagnamento e tante medaglie, che lancia al pubblico. Neanche le recensioni – tutte positive – lo scoraggiano nella sua scelta di mostrarsi in quella chiave ironica che lo accompagnerà fino alla fine.

E allora alle domande su Sanremo risponderà così:

“Io penso che Luigi Tenco dieci anni fa sia morto di noia perché da 28 anni Sanremo è sempre uguale perché non c’è la buona intenzione di cambiarlo davvero. (..) Così devi trovare un sistema. Da parte mia, ho scelto la strada del paradosso un po’ alla Carmelo Bene. (..) Tu hai tre minuti e gli ammolli ‘sto concerto: in questi tre minuti c’è una noia mortale (…). Qui nasce l’esigenza di creare delle situazioni sempre più nuove, sempre più vere, che nutrano dei fermenti di soluzione non dico di musica classica ma nel movimento il valore che riporta bla bla. Hai capito?”

“Mentre io aspettavo te…”

rino gaetano: storia di un cantautore irriverenteGianna vende. Rino Gaetano inizia a piacere, l’irriverenza a far sorridere. Dopo l’album “Nuntereggaepiù” (1978), nel 1979 arriva il contratto con la RCA, una multinazionale nella quale le improvvisazioni e il clima rilassato della IT faticano a trovare spazio. L’80 è l’anno delle collaborazioni (con la partecipazione al concept-album dei Perigeo e la tournée insieme a Cocciante e ai New Perigeo) e dell’uscita di “E io ci sto”, l’ultimo album della sua carriera.

Se da fuori sembra che stia prendendo il volo, Rino Gaetano è in realtà in crisi: l’ironia, la verve, la rabbia e la brillantezza delle sue parole sembrano esser sbiadite di colpo e per un cantautore come lui questa difficoltà assomiglia a una frattura che richiede tempo e sforzi impressionanti.

“Mentre la notte scendeva stellata stellata”

Il 2 giugno 1981 il nome di Rino Gaetano è su tutti i giornali e non per una sua nuova provocazione: nella notte, mentre sta tornando nella sua casa sulla Nomentana, perde la vita a seguito di un incidente automobilistico.

Facile accostare la sua ironia all’ironia della sorte che, quella notte, vede l’ambulanza che lo trasportava girare cinque ospedali, tutti pieni, così come aveva cantato dieci anni prima ne “La Ballata di Renzo”.

Facile farlo “in un mondo che si nasconde nella propria incolumità.”

Troppo facile parlare dei suoi problemi di alcol, del mistero della sua morte, della sua personalità originale per prender parte ad una ricerca quasi ossessiva di racconti da voler costruire intorno a un personaggio che di storie, a modo suo, ne aveva raccontate già tante.

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